15 Dicembre 2014

SMALTIMENTO ILLECITO DI RIFIUTI IN PROVINCIA DI SALERNO

SMALTIMENTO ILLECITO DI RIFIUTI IN PROVINCIA DI SALERNO

• IL 17/12/2014 PRESSO IL TRIBUNALE DI SALERNO SI TERRA’ LA PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO “CHERNOBYL” nello specifico DINANZI AL I° COLLEGIO della terza sezione presieduto dalla dott.ssa Allegro

• PERSI altri 8 MESI PER PROBLEMI LEGATI ALLE NOTIFICHE

• I SOLITI PROBLEMI LEGATI ALLE NOTIFICHE FANNO SLITTARE IL PROCESSO AL 17/12/2014

• I TERRENI SONO SOTTO SEQUESTRO

Il 17 il Codacons nella qualità di parte civile già
ammessa sarà presente in aula per il processo “Chernobyl”, l’Avv. Matteo
Marchetti, vice segretario nazionale del Codacons, che esprime ancora una volta
rammarico per  quanto accaduto.

 “sono stati persi altri 8 mesi per
il problema legato alle notifiche degli atti agli imputati, ricordo
– ha detto l’Avv. Marchetti –  che  su 38
imputati per ben 19 la notifica non era regolare e che il carico poi di lavoro
del collegio ha fatto il resto ed ecco che 
tutto il tempo recuperato durante l’udienza preliminare è stato
completamente vanificato con il rischio che la prescrizione annulli uno dei più
importanti processo per smaltimento illecito di rifiuti”.

Continua poi l’Avvocato Marchetti “……dal primo rinvio a giudizio presso il
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere alla 
prima udienza dibattimentale ecco che saranno passati ben tre anni!!!
Non c’è bisogno di ulteriori commenti”.

“Quanto poi ai terreni (che sono
sotto sequestro
)
continua l’Avv. Marchetti va detto che ancora oggi non siamo riusciti
a comprendere se sono stati coltivati o meno, rivolgiamo quindi un appello a
tutti gli organi preposti affinchè 
effettuino i controlli necessari al fine di rassicurare la comunità
tutta”.

 

Il rinvio a
giudizio è avvenuto per 38 persone, la cui attività, nel campo dello
smaltimento dei rifiuti, è stata monitorata dal gennaio 2006 fino a giugno 2007
nel corso dell’indagine denominata Chernobyl partita dalla Procura di
Santa Maria Capua Vetere. Dal decreto si apprende che questa “organizzazione”
di persone e di imprese gestiva “una quantità di rifiuti
illecitamente smaltiti stimabile in circa 980.000 ton. in circa 18 mesi,
procurandosi ingiusti profitti nel periodo monitorato pari a circa, per
difetto,
€. 50.000.000”.
Come pure si apprende che uno dei capi di imputazione è il cosiddetto “disastro
ambientale”. Infatti, dal decreto stesso possiamo evincere le ragioni che ha
portato il Pm Ceglie ad individuare l’articolo 434 c.p. (concorso in disastro ambientale doloso)” come uno dei capi di imputazione per le 38
persone rinviate a giudizio

In
questa vasta azione dell’organizzazione, anche il Vallo di Diano è stato
interessato da smaltimento illecito di rifiuti. Infatti, nel già citato decreto
si individuano esattamente le quattro aree interessate da queste attività
illegali. Esse sono le seguenti:

·       
località Tempa Cardone del comune di San Pietro al Tanagro (SA) dell’
estensione di   

    circa 12.000 m2;

·       
località Buco Vecchio del comune di Teggiano (SA) dell’ estensione di
circa  

   10.000 m2;

·       
località Sanizzi del comune
di S. Arsenio (SA) dell’ estensione di circa 10.000 e

   5.000 m2
(si tratta di due aree agricole separate da una strada sterrata;

località
Via Larga del comune di San Rufo (SA) dell’ estensione di circa 4.000m2

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