Slot e gratta e vinci in aumento «Bisogna colpire le sale gioco»
tomba:
«occorrono un’ ordinanza per limitarne gli orari e una campagna sui
rischi legati al fenomeno» dal sasso: «i comuni devono attivarsi tutti
insieme»
Ci sono 37 slot machine attive a Caldiero, molte delle quali in pieno centro e lo scorso anno, sono stati spesi dai caldieresi più di 316 mila euro in tagliandi delle lotterie nazionali. Ha dimensioni sempre più grandi, e di conseguenza devastanti, il problema del gioco d’ azzardo, in realtà gioco legalizzato. Il problema è stato portato all’ attenzione dell’ ultima seduta del Consiglio comunale, dalla capogruppo di opposizione Carmen Tomba, che ha chiesto perché la Giunta comunale non si attivi con un regolamento o un’ ordinanza, che colpisca le sale da gioco, imponendo orari di apertura al pubblico come ha fatto il sindaco Flavio Tosi a Verona e come stanno facendo altri paesi, come Sant’ Ambrogio.Il consigliere Tomba ha preso spunto dagli impegni presi dall’ amministrazione comunale per limitare il fenomeno del proliferare delle sale da gioco a Caldiero. Una campagna «No slot» arrivata al punto di premiare gli esercizi commerciali che hanno tolto o non hanno messo le macchinette mangia soldi.«Vorrei conoscere i dati relativi al problema della patologia del gioco d’ azzardo sul territorio e nel nostro comune», ha detto Tomba. «E quali interventi di vigilanza, controllo e prevenzione del fenomeno siano stati condotti. Ho trovato interessante l’ ordinanza del Comune di Verona», ha proseguito. «Preoccupano i dati forniti a livello nazionale dal Codacons: mi auguro che il panorama del Comune di Caldiero sia diverso. Quello di Verona sta facendo promozione dei rischi: potremmo fare lo stesso». L’ assessore ai servizi sociali, Andrea Dal Sasso, che ha promosso la campagna contro le slot, ha fornito i dati dell’ Agenzia autonoma dei Monopoli di Stato relativi al 2015. «Dal Piano di zona redatto dall’ Ulss 20 emerge che nel territorio dell’ Est veronese ricadente nella stessa azienda sanitaria, vi sono dalle 80 alle 100 persone malate di ludopatia», ha detto Dal Sasso, «ma non siamo a conoscenza di quanti residenti a Caldiero siano ammalati».«Ad oggi, nel nostro paese, sono presenti 29 slot-machine tipo 6A, ossia quelle classiche con vincite non superiori a 100 euro e altre otto tipo 6B Vlt, le cosiddette video lottery telematiche», ha sottolineato l’ assessore. «Per quanto riguarda le slot 6A, i proprietari sono tenuti a dare ai Comuni solo il semplice numero di macchinette presenti nei propri locali. Invece chi detiene le slot tipo video lottery, non lo comunica nemmeno, ma si arrangia direttamente con la Questura».Un dato allarmante svelato da Dal Sasso, sui «gratta e vinci»: «A Caldiero c’ è stato un giro d’ affari pari a 316.800 euro nel 2015. Bisogna smetterla di chiamare giochi questi strumenti che rovinano le famiglie. È necessario continuare a investire nella prevenzione, soprattutto nelle scuole. E servono azioni che coinvolgano tutti i Comuni della provincia o almeno quelli appartenenti all’ Unione di Verona Est», ha continuato Dal Sasso, «per adottare un orario di chiusura e apertura delle sale gioco uguale per tutti».«Infine occorre informare la popolazione della pericolosità dei gratta e vinci», ha avvertito Dal Sasso, «perché si acquistano facilmente, ma il danno economico è elevato. I giovani purtroppo sono attratti dai giochi online, in continua crescita. Lo Stato è azionista di questo disagio sociale, ma noi dobbiamo educare la gente a capire che non esiste il guadagno facile, perché nessuno ti regala niente», ha concluso Dal Sasso.Il vicesindaco Fabio Franchi ha osservato che si tratta «di gioco d’ azzardo legalizzato, il cui giro d’ affari è passato da 30 miliardi di euro del 1994, a 90 miliardi oggi. Ogni governo ha foraggiato il gioco d’ azzardo: per questo è difficile da debellare».o COPYRIGHT.
zeno martini
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