31 Dicembre 2011

Slot, bruciati mille euro a testa

Slot, bruciati mille euro a testa

Ciò che per qualcuno è una semplice passione da consumare una volta ogni tanto, per molti sta diventando un vizio se non una dipendenza. L’ allarme lo hanno ricordato gli psicologi umbri durante la settimana del benessere e le cifre 2011 sono lì a dimostrare che quello dei giochi è un fenomeno in forte ascesa nonostante la crisi. Tanto che gli umbri sono arrivati a spendere più in giochi e lotterie che in abbigliamento con il budget totale che ormai sfiora il 60% dei consumi alimentari globali. «C’ è chi non si sfama a dovere – spiega Alfredo Renzetti di Trade & Marketing Lab – ma gioca al lotto. E vedere già alle sei di mattina persone, soprattutto donne, di fronte alle slot è diventata un’ immagine ricorrente che fa parte delle attuali dinamiche con risvolti sociali dirompenti». Analizzando i dati AgiPro, si scopre infatti che nel 2011 in Umbria nelle slot machine sono stati bruciati 754,4 milioni con una spesa pro capite di circa mille euro: 1105 euro in provincia di Perugia, 813 euro in provincia di Terni. E se la Asl numero tre si è organizzata con un servizio (anonimo e gratuito) di assistenza ed aiuto per dipendenze dai giochi elettronici (Girovento), il sindaco di Bastia Umbra si è addirittura spinto oltre vietando tramite ordinanza (impugnata dai gestori e poi sospesa) l’ accensione delle slot machine specie al mattino. Non è raro infatti vedere mamme che una volta accompagnati i figli a scuola si chiudono nei bar di fronti a tali apparecchiature. Ma la fortuna è cieca, si sa, e si calcola che mettendo insieme le giocate di tutti i giochi in media solo il 68% torni indietro in vincite. «Un fenomeno che si è diffuso – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – per l’ eccessiva pubblicità, favorito anche dalla possibilità di giocare anche online. Sempre più persone sono mosse dall’ illusione di poter vincere anche ogni cinque minuti: sono segnali da non sottovalutare». Le cifre AgiPro indicano anche le preferenze degli umbri e tramite la spesa pro capite si scopre, ad esempio, che a Perugia dopo le slot, la preferenza va nell’ ordine a lotterie istantanee che nel 2011 hanno assorbito in media 111 euro a testa, e lotto cui in media sono stati destinati 99 euro pro capite: a seguire, scommesse sportive (57 euro), superenalotto (39 euro), bingo (28 euro) e ippica (9,6 euro). A Terni, invece, detto del dominio dei videopoker, al secondo posto si piazzano ugualmente i gratta e vinci per i quali si spendono 147 euro a testa (36 euro in più rispetto ai cugini) mentre in terza piazza si colloca l’ ippica con 132 euro pro capite: poi, lotto (104 euro), scommesse sportive (54 euro), superenalotto (35 euro) e bingo che racimola appena 7,5 euro a testa. Quanto alla spesa mensile, stando ai report mensili dell’ Amministrazione dei Monopoli di Stato, febbraio è il mese più «povero» con una raccolta di 86 milioni mentre ottobre, novembre e dicembre i più ricchi con oltre 104 milioni. Confrontando i dati 2011 con quelli di quattro anni fa, si scopre infine che solo per superenalotto, bingo, lotterie e lotto, nonostante il trend decrescente di alcuni comparti, gli umbri hanno speso circa il 20% in più con una spesa aggiuntiva di 38,96 milioni distribuiti in quattro anni. Altro che crisi. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

 

 
 

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