17 Febbraio 2017

Slittano i vincoli per Uber e Ncc L’ eterno scontro tra lobby e mercato

Slittano i vincoli per Uber e Ncc L’ eterno scontro tra lobby e mercato
delrio convoca i ribelli al ministero: la contestazione si placa

Alessia Gozzi ROMA LOBBY, consenso, convenienza politico-elettorale. Fatto sta che liberalizzare quando si parla di taxi è politicamente letale, ma anche la regolamentazione del nuovo mondo degli Ncc passa di rinvio in rinvio. Dalle barricate contro le prime liberalizzazioni di Pier Luigi Bersani (correva l’ anno 2006) al blocco di Roma contro il sindaco Walter Veltroni che volle più licenze taxi per la capitale, fino alle sollevazioni contro il nuovo nemico Uber, i taxisti difendono le loro licenze. L’ ultimo atto ieri, con l’ ok all’ emendamento al decreto Milleproroghe che prevede un nuovo rinvio, al 31 dicembre 2017, dell’ entrata in vigore delle misure che limitano i servizi di noleggio con conducente (Ncc). Restrizioni risalenti alla Stabilità 2009 (mai entrate in vigore), che il governo Renzi tentò di eliminare del tutto con la legge sulla Concorrenza (tra l’ altro, ancora parcheggiata in Senato) ma la norma fu impallinata all’ ultimo minuto dal veto di Ncd. E COSÌ è andato in scena un copione conosciuto: taxi in sciopero, città paralizzate, partiti che fanno a gara nel difendere la categoria e consumatori furibondi per i disagi. Ma sulle proteste potrebbe intervenire duramente il Garante degli scioperi, vista la sospensione del servizio e i danni causati ai cittadini. Se la protesta, scrive l’ Autorità in una nota, dovesse apparire contraria alle norme sul diritto di sciopero «si aprirà un procedimento di valutazione, anche al fine dell’ adozione delle relative sanzioni». Nonostante le barricate politiche, alcune associazioni dei consumatori sono per l’ apertura del mercato. Il Codacons depositerà un esposto urgente alle procure della Repubblica di Roma, Milano e Torino, chiedendo «di aprire una indagine sulla protesta dei tassisti» per «interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», mentre il Movimento dei Consumatori chiede al Governo di disciplinare il settore della ‘sharing economy’ e istituire una cabina di regia al Mise, «per evitare l’ esplosione di conflitti sociali e limitare l’ effettiva concorrenza sleale». Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, martedì riceverà i taxisti e ne ascolterà le ragioni. «Si studierà la situazione per evitare gli abusi – spiegano fonti del governo – ma bisogna stare dentro le leggi sulla concorrenza europea». Quella norma, si sottolinea, non è mai entrata in vigore perché viola la concorrenza e la sua sospensione ripristina una situazione normativa che tiene conto della sentenza del Consiglio di Stato del 2015 e della circolare del ministero dei Trasporti del 2016. «La definizione della nuova normativa del settore dovrà avvenire attraverso il confronto con gli operatori», spiega il relatore del Milleproroghe Stefano Collina. Ma nel Pd, il senatore Stefano Esposito parla di «disattenzione da parte di tutti nell’ inserire l’ emendamento, di cui anch’ io mi assumo la responsabilità», aggiungendo che verrà trovata una soluzione con un provvedimento ad hoc. DALLE opposizioni suonano i tamburi di guerra. «Il governo non può prendere in giro e massacrare i lavoratori», tuona il segretario della Lega, Matteo Salvini. «Utilizzare il mille proroghe per modificare le condizioni di vita di alcune categorie di lavoratori, senza nemmeno ascoltarli e apponendo la fiducia, è l’ ennesimo atto di arroganza del Pd», rincara Fabio Rampelli (Fdi). E ancora l’ azzurro Toti: «Noi stiamo coi tassisti. Basta imboscate e scorciatoie». Intanto, l’ emendamento contestato va alla Camera in seconda lettura: deve essere approvato entro il 28 febbraio. Tempi strettissimi per fare modifiche.
alessia gozzi
 
 

 

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