Sketch d’ archivio ma molto costosi «C’ è Grillo» prima spina per Freccero
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fonte:
- Giornale di Sicilia
i diritti d’ autore valgono 30 mila euro, codacons: esposto pronto
Non è un contratto ma un corrispettivo per diritti d’ autore, 30 mila euro che la Rai pagherà a Beppe Grillo per lo speciale sulla sua carriera che va in onda stasera fra mille polemiche. «C’ è Grillo» verrà trasmesso alle 21.20 su Raidue, la Rete di Carlo Freccero, come seconda puntata del nuovo format dedicato alla carriera degli artisti della tivù italiana. La prima puntata di «C’ è» era stata «C’ è Celentano», e ha ottenuto uno share giudicato positivamente, e sarà seguito da puntate su Benigni, Tortora, Funari. Stasera tocca al programma di Marco Giusti, Stefano Raffaele, Luca Rea e Roberto Torelli, che ripercorrerà i 40 anni di attività del comico genovese attraverso i momenti migliori della sua carriera e in particolare le pagine più interessanti «scritte» sul piccolo schermo. Si tratta di materiale delle teche Rai, non è previsto alcun intervento dell’ interessato, e inoltre la Rai ha precisato che non esiste alcun contratto con il comico in merito a questo speciale. Ma le polemiche infuriano perché comunque c’ è un risvolto di opportunità politica: Bebbe Grillo infatti è il fondatore e il garante del Movimento 5 Stelle, che ora è al governo e ha da poco nominato i vertici del servizio televisivo pubblico, compreso lo stesso Freccero a direttore di Raidue dopo che era stato l’ espressione dei gril lini nel Cda Rai. Il tutto aggravato – secondo gli accusatori – dal fatto che comunque per lo show la Rai verserà più di 30 mila euro alla Marangoni spettacoli, ovvero all’ agente storico di Beppe Grillo, per l’ uso di vecchi spezzoni di spettacoli del comico genovese. Tale compenso che sarebbe legato ai diritti d’ autore al momento non sarebbe stato certificato da nessuna firma, ma potrebbe non essercene bisogno. «Presenterò un’ interrogazione – annuncia il senatore del Pd in commissione Vigilanza, Davide Faraone – e chiederò di poter fare un’ accesso agli atti per verificare quanto scrivono gli organi di stampa, in riferimento al presunto compenso che la Rai vorrebbe pagare a Beppe Grillo per la messa in onda della trasmissione. Pensare che i soldi del servizio pubblico siano utilizzati per pagare quello che ormai è a tutti gli effetti un leader politico mi sembra folle». «Però – aggiunge il senatore Pd – questa vicenda potrebbe anche essere diversa: potrebbe infatti essere tutto pensato per poter consentire a Beppe Grillo di fare il bel gesto, con una bella dichiarazione in cui rinuncia al compenso». Il Pd Francesco Verducci ha definito il programma sul fondatore del Movimento 5 stelle «un megaspot e un’ umiliazione per il servizio pubblico». «Se la Rai pagherà 30 mila euro a Beppe Grillo per la messa in onda in prima serata di suoi vecchi sketch – afferma l’ associazione di consumatori Coda cons – sarà inevitabile un esposto del Codacons alla Corte dei Conti per danno erariale». «La censura non muore mai – risponde Carlo Freccero alla campagna social che punta a boicottare il programma con l’ hashtag #facciamorete -. Abbiamo ritirato fuori “Ultimo tango a Parigi” dal rogo ma evidentemente Beppe Grillo rappresenta uno scandalo ancora maggiore». E sostiene che «Grillo ha creato la satira in tv, ignorarlo avrebbe voluto dire censurarlo». «Quella di #facciamorete è tutta pubblicità», conclude.
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