21 Maggio 2014

Situazione paradossale, nelle realtà virtuose si paga prima

Situazione paradossale, nelle realtà virtuose si paga prima 

PERUGIA – Il pagamento della prima rata della Tasi slitta a settembre in 80 comuni umbri su 92. Solo 12 Municipi, infatti (in provincia di Peprovincia di Terni Alviano e San Venanzo), le giunte comunali hanno deliberato le aliquote della nuova imposta sui servizi municipali indivisibili e, quindi, inq ueste realtà si pagherà il 16 giugno. C’ è comunque da tenere presente che, nel caso in cui la giunta comunale dovesse deliberare le aliquote entro venerdì, non ci sarà il rinvio del pagamento della prima rata. In altre parole, da qui a venerdì la lista dei Comuni umbri che rispettano i tempi della delibera potrebbe allungarsi, anche se certamente non di molto. rugia Città di Castello, Assisi, Gualdo Tadino, Bastia Umbra, Cannara, Scheggino, Monte Santa Maria Tiberina, Spello, Torgiano e Sant’ Anatolia di Narco; in Niccone; Lugnano in Teverina; Magione; Marsciano; Massa Martana; Monte Castello di Vibio; Montecastrilli; Montecchio; Montefalco; Montefranco; Montegabbione; Monteleone d’ Orvieto; Monteleone di Spoleto; Montone; Narni; Nocera Umbra; Norcia; Orvieto; Otricoli; Paciano; Panicale; Parrano; Passignano sul Trasimeno; Penna in Teverina; Perugia; Piegaro; Pietralunga; Poggiodomo; Polino; Porano; Preci; San Gemini; San Giustino; Scheggia e Pascelupo; Sellano; Sigillo; Spoleto; Stroncone; Terni; Todi; Trevi; Tuoro sul Trasimeno; Umbertide; Valfabbrica; Vallo di Nera; Valtopina. Come noto (vedere Giornale dell’ Umbria di ieri), il ministero dell’ Economia e delle Finanze ha stabilito, dopo un serrato confronto ci l’ Anci (l’ associazione che rappresenta i Comuni italiani) e nell’ ambi to di un caos determinato dal fatto che la gran parte dei Municipi non ha deliberato le aliquote, che in questi ultimi il versamento della prima rata della Tasi slitta a settembre (presumibilmente il giorno 16), con le giunte municipali che avranno tem po fino al 31 luglio per stabilire le aliquote. Nei Comuni in cui, invece, la giunta comunale ha deliberato le aliquote (oltre, ovviamente, alle eventuali detrazioni e alla percentuale della somma di spettanza degli inquilini, percentuale che a discrezione del Comune può andare dal 10% al 30%), la prima rata della Tasi si pagherà regolarmente nella data prevista, il 16 giugno. Una situazione, se si vuole, paradossale. Perché i proprietari di immobili (abitativi e non) dei Comuni virtuosi che hanno rispettato i tempi di approvazione delle aliquote dovranno aprire subito il portafoglio, mentre quelli dei Comuni inadempienti potranno farlo solo tra 3 mesi. Per tutti, invece, il pagamento della seconda rata è fissato per il 16 dicembre. I Comuni che non hanno rispettato i termini dovranno trovare il modo di trovare i soldi, utilizzando la cassa o chiedendo – nei limiti del possibile – anticipazioni alle tesoreria, per coprire dal 16 giugno al 16 settembre le spese che sarebbero state coperte con le entrate Tasi. Operazioni che, tra l’ altro, hanno un costo. Il rischio è, poi, che vengano rallentati, se non in alcuni casi fermati, i pagamenti ai fornitori, contraddicendo l’ impegno del Governo a smaltire i pregressi ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione senza che ne sorgano di altri, rispettando la normativa Ue che prevede tempi certi per saldare i fornitori di beni e servizi. Intanto, sul rinvio insorge il Codacons: «Alcuni contribuenti – afferma il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, pagheranno la prima rata della Tasi entro il 16 giugno, altri avranno tempo fino al 16 settembre, senza alcun valido motivo che giustifichi questa differenza, dato che i Comuni hanno avuto tutto il tempo necessario per deliberare le aliquote. Un simile provvedimento – continua Rienzi – viola la Costituzione, che all’ articolo 3 sancisce l’ assoluta uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge». Il Codacons sta dunque studiando le possibili azioni legali da intraprendere contro «una misura ingiusta che crea disparità di trattamento tra i cittadini, per causa imputabili unicamente alla pubblica amministrazione».

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