7 Maggio 2021

SITUAZIONE LAVORATIVA E STATO DELLE POLITICHE INCLUSIVE DELLA COMUNITA’ SIKH NELL’AGRO PONTINO

    A Bella Farnia, nell’Agro Pontino, è stata dichiarata la zona rossa dopo che ottanta indiani sono risultati positivi al tampone del covid-19. Sono circa 15 mila le persone a rischio, tutti operai agricoli senza assistenza medica e che vivono in un contesto di emarginazione.
    “Al momento non ci sono persone che sono tornate dall’India e che non hanno fatto la quarantena, ma la situazione Covid è grave”, spiega Marco Omizzolo, sociologo Eurispes e da sempre impegnato in prima linea nel denunciare i problemi della comunità indiana.
    “In questa popolazione – sottolinea – c’è un problema di Covid diffuso per due ragioni”. La prima è che “manca un’assistenza territoriale che segua queste persone, perché se tu vivi l’emarginazione e una povertà culturale, il Covid te lo tieni e lo diffondi all’interno della comunità. La seconda è che vanno comunque a lavorare, alcuni imprenditori li chiamano ugualmente e loro, pur di non perdere la giornata o rischiare di essere sostituiti, accettano il lavoro anche se sono positivi. Se non hai da mangiare – osserva Omizzolo – preferisci andare nei campi al di là di come ti senti. Ma in quelle aziende ci sono 100-150 braccianti, anche italiani, e un positivo diventa un vettore del virus. La scorsa settimana nella comunità di Bella Farnia, nel residence che ospita tantissime famiglie, erano 90 i contagi”.
    La pandemia in una comunità chiusa come quella Sikh diventa anche un problema di sanità pubblica, a cui ha cercato di rispondere la prefettura di Latina con l’Asl. “Alcune amministrazioni locali hanno realizzato opuscoli in lingua punjab (la maggior parte dei lavoratori arrivano da quella regione dell’India) – ricorda Omizzolo – ma la circolazione dell’informazione non è adeguata, servirebbero dei video-tutorial dedicati”.
    Il Codacons ha evidenziato in più occasioni che a fronte di siffatte situazioni, ulteriormente aggravate dall’attuale contesto di crisi sanitaria, è imprescindibile un intervento di riforma urgente delle leggi italiane su immigrazione, servizi assistenziali, asilo e cittadinanza.
    In via prioritaria, per rifugiati e richiedenti asilo, il Codacons garantisce il proprio impegno al miglior sviluppo delle misure a sostegno dei lavoratori stranieri attraverso il Progetto Pandora, un progetto realizzato nell’ambito dell’annuale ripartizione della quota fondi otto per mille Irpef a diretta gestione Statale.
    Ciascun rifugiato o richiedente asilo può dunque avvalersi della consulenza legale, il supporto psicologico e socio assistenziale contattando telefonicamente l’Associazione al numero 06/62284092 nei seguenti giorni ed orari: LUNEDI, MERCOLEDI’ E VENERDI DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 13.00, MARTEDI E GIOVEDI DALLE 14 ALLE 17.

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