26 Settembre 2018

Siti inquinati dalla criminalità: il Codacons chiede i risultati delle analisi al Ministero

VALLO DI DIANO – Il Codacons del Vallo di Diano ritorna prepotentemente ad interessarsi dell’ ormai nota questione inerente ai possibili siti inquinati dalla criminalità nel territorio di competenza. Alla luce dell’ ultima sconfitta della giustizia che ha provocato la prescrizione dei reati contestati nell’ ambito del processo “Chernobyl”, Roberto de Luca ha dichiarato: «Grazie alle segnalazione di alcuni attivisti locali del M5S, i segreti dell’ elicottero con il pendaglio che si aggirava nei nostri cieli nell’ estate del 2014 sono stati svelati: un geo-radar che avrebbe raccolto dati preziosi per comprendere quali e quante sostanze sono state eventualmente sotterrate nei territori di quattro regioni del Sud ad alta densità mafiosa. La tecnica era quella solita che ha permesso al conterraneo “Re Mida” di dichiarare di far diventare oro ogni tipo di rifiuto. L’ oro per pochi, la dannazione per molti. La giustizia non è riuscita a venire a capo delle molteplici attività connesse allo smaltimento illecito dei rifiuti. Lenta e forse inadeguata alla lotta di questo fenomeno, ha collezionato prescrizioni su prescrizioni, mentre gli effetti della devastazione ambientale sono diventati sempre più drammatici. Una società che non ha saputo gestire i propri scarti e ha provocato danni ambientali e sanitari a interi territori sotto il controllo diretto delle mafie non si può definire propriamente moderna. Il Vallo di Diano ha forse avuto la sua parte. A distanza di 4 anni non si hanno i risultati. Per venirne a conoscenza abbiamo fatto richiesta al Segretariato Generale del Ministero dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Vincenzo D’ Amico.

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