9 Gennaio 2018

Sit-in dei sindaci in autostrada Indagine sul caro pedaggi

Antonio Sbraga La protesta contro il caro -pedaggi continua a correre lungo l’ A24. Ieri un sit-in di 60 sindaci di Lazio e Abruzzo al casello di Vicovaro-Mandela ha aperto un’ altra giornata di mobilitazione alla vigilia del vertice che oggi, alle ore 17, si terrà al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, accompagnato da un nuovo sit-in. Nell’ attesa il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’ Alfonso, ha reso noto «l’ apertura di un’ indagine da parte dell’ Autorità dei Trasporti», mentre Codacons ha annunciato l’ intenzione di presentare un esposto all’ Antitrust e all’ Autorità Nazionale Anticorruzione «affinché si faccia luce sulla correttezza dei rincari e sulla procedura seguita per determinare gli incrementi tariffari con la stangata da +12,89% sull’ A24 e A25, che pesa come un macigno sui pendolari abruzzesi» e sui collegamenti tra Lazio e Abruzzo. «Qui siamo quasi un centinaio tra sindaci e amministratori locali di Lazio e Abruzzo, contro l’ ennesimo aumento indiscriminato delle tariffe e a favore di misure concrete in grado di contrastare lo spopolamento e l’ impoverimento delle zone interne servite dalla Strada dei Parchi, l’ autostrada più bella ma cara d’ Italia», grida il sindaco di Vicovaro, Fiorenzo De Simone. Perché con la «tariffa di montagna» sull’ A24 si paga il 63,3% in più di pedaggio rispetto all’ A1. Per fare 41 chilometri, infatti, proprio dal casello di Vicovaro (300 metri sul livello del mare) fino alla barriera di Roma Est (20 metri), si pagano 4,90 euro sull’ A24. Mentre per percorrere altrettanti 41 km, da Guidonia Montecelio (105 metri) fino allo svincolo di Ponzano Romano -Monte Soratte (205 metri), si pagano 3 euro sull’ A1. Quasi i due terzi in più. Per questi motivi la petizione online ha raggiunto ben 94mila firme in soli 6 giorni e i 60 Comuni chiedono «la declassificazione da tratto montano a non montano, relativamente a parte della A24». Ma la protesta è stata rappresentata anche dalle associazioni romane IV Municipio Case Rosse e del Caop di Ponte di Nona, con i presidenti Paolo Di Giovine e Franco Pirina. Anche loro, insieme ai 60 sindaci, chiedono la «declassificazione del tratto urbano della A24 che va dalla barriera di Roma Est fino all’ intersezione con la Tangenziale Est». Perché nella tariffa autostradale si pagano anche gli 11 chilometri del tratto urbano dopo il casello di Roma Est, fino all’ innesto con la tangenziale est vicino al Verano, compresi gli svincoli di Tor Cervara, Togliatti, Fiorentini e Portonaccio. Paga il pedaggio di 12 centesimi al chilometro anche chi si immette dai 3 caselli prima dell’ innesto con il Gra: Lunghezza, Ponte di Nona e Settecamini. E così il sindaco di Pisoniano, Enzo Aureli, s’ è presentato con un cartello contro il Governo, che «affama li poracci: ce rivedemo a marzo, e famose a capì: se semo rotti». Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha rilanciato: «porteremo al Governo le ragioni dei Sindaci laziali e abruzzesi che hanno manifestato contro gli insostenibili aumenti del pedaggio sull’ autostrada A24 -A25. Siamo e saremo sempre al fianco dei cittadini e delle migliaia di pendolari che ogni giorno utilizzano quell’ arteria autostradale per muoversi verso la Capitale». Però la Regione, che nel 2014 annunciò un ricorso al Tar contro un analogo rincaro (gli aumenti in questi 15 anni di privatizzazione hanno portato complessivamente i costi dei pedaggi al +227%), non ha poi più impugnato le maggiorazioni davanti alla giustizia amministrativa (l’ ultimo ricorso risale al 2006) ed ora il capogruppo di Forza italia, Antonello Aurigemma, denuncia «gli incrementi portati avanti in questi anni dalla società “Strada dei Parchi” nel silenzio del presidente Zingaretti» e ritiene «sempre più urgente la convocazione della commissione regionale trasporti, che abbiamo richiesto da una settimana». Codacons, invece, annuncia azioni legali per «appoggiare la protesta dei sindaci contro i rincari autostradali, presentando un esposto all’ Anac e all’ Antitrust affinché sia aperta una apposita indagine sugli incrementi dei pedaggi. Vogliamo sapere se gli aumenti delle tariffe autostradali siano giustificati e proporzionati e, soprattutto, se la procedura seguita per la loro determinazione sia corretta e non configuri un ingiusto danno economico per i pen.
antonio sbraga

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