31 Ottobre 2019

«Sistema Romeo», i pm: processate l’immobiliarista, Bocchino e Verdoliva

napoli È fissata per il 6 dicembre prossimo l’ udienza preliminare in cui si deciderà se andranno a processo l’ imprenditore Alfredo Romeo, altre 54 persone e una società, la Romeo Gestioni, coinvolti nell’ inchiesta sul cosiddetto “sistema Romeo”: favori e agevolazioni all’ immobiliarista in cambio di soldi e regali. La Procura ha infatti chiesto il rinvio a giudizio degli imputati, su cui sarà chiamata a pronunciarsi il gup Simona Cangiano. Ad Alfredo Romeo e all’ ex parlamentare di An Italo Bocchino i pm titolari dell’ inchiesta (Celeste Carrano, Francesco Raffaele e Henry John Woodcock) contestano in particolare l’ associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbata libertà degli incanti «in relazione all’ assegnazione/aggiudicazione di appalti relativi ai servizi di pulizia di edifici e strutture pubbliche ed alla gestione di patrimoni immobiliari di pubbliche amministrazioni, ovvero 8 lavori di costruzione e ristrutturazione di complessi alberghieri di lusso». Tra i reati fine dell’ associazione è contestato anche quello di utilizzare «fatture per operazioni inesistenti al fine di costituire la provvista da utilizzare per il pagamento delle tangenti». Tra le persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio figura anche l’ ex presidente della Regione Stefano Caldoro: i pm gli contestano solo il traffico di influenze, mentre la stessa Procura ha ritenuto che non sussista la più grave accusa di corruzione. Ciro Verdoliva, oggi direttore dell’ Asl Na 1 ma all’ epoca dei fatti responsabile dell’ ufficio Economato del Cardarelli, risponde infine di favoreggiamento e soppressione di atti veri: avrebbe agevolato la Romeo Gestioni, che aveva in appalto le pulizie nell’ ospedale, nascondendo alcune irregolarità. Positivo, ovviamente, il commento dei difensori di Caldoro, avvocati Alfonso Furgiuele e Fabio Carbonelli: «La novità positiva è che il pubblico ministero ha escluso definitivamente la configurabilità della corruzione e limitato l’ accusa alla più lieve fattispecie del traffico di influenze, peraltro nella ancora più tenue formulazione originaria; è un primo importante passo per escludere ogni tipo di responsabilità. Ora che si è concluso il lavoro dell’ accusa, dimostreremo davanti al gup che non vi è stato nulla di penalmente rilevante nella condotta del presidente Caldoro». Tra le persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, c’ è anche l’ ex dirigente comunale Giovanni Annunziata, accusato di aver redatto un falso dossier contro de Magistris, per comprometterne la corsa a sindaco. Sulla vicenda interviene Italo Bocchino che, assistito dagli avvocati Giuseppe Valentino e Luigi Ferrante, commenta: «La richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Napoli è l’ occasione per andare finalmente dinanzi a un giudice. Le accuse nei miei confronti sono frutto di errori di valutazione da parte della Procura, che dal 2015 ad oggi non ha mai ritenuto di interrogarmi per avere un chiarimento. L’ accusa di associazione per delinquere è già stata esclusa categoricamente e motivatamente dal Tribunale di Napoli in sede cautelare (si riferisce al rigetto da parte del gip della richiesta di misura avanzata dai pm, che peraltro non fecero appello al Riesame, ndr ). La seconda e ultima accusa, di traffico illecito di influenze, è errata perché non tiene conto che un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri aveva già sancito l’ obbligo di annullamento della gara a cui si fa riferimento e che pertanto le interlocuzioni con l’ ente in questione erano legittime e rispondenti alla legge in vigore». Parti offese sono Comune di Napoli, Codacons, Soprintendenza alle Belle arti di Roma, Azienda ospedaliera Cardarelli e ministero della Giustizia.

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