23 Aprile 2017

Sistema critico

Sistema critico

E’ STATO radiato il primo medico “no vax”. Il primo di una lunga serie? Presto per dirlo. Roberto Gava è stato la prima vittima di una serie di sanzioni disciplinari sul tema. Il ministero della Salute ha fatto capire chiaramente che non transige opposizioni nĂ© di natura tecnica nĂ© teorica alle vaccinazioni. GAVA ERA considerato il paladino degli anti-vaccinisti, seppur non contrario apertamente alle vaccinazioni, ma solo alla modalitĂ  dell’ obbligatorietĂ  di massa. Secondo Gava, radiato giovedì dall’ ordine dei medici di Trento per “istigazione di false idee e comportamenti irresponsabili e pericolosi”, i vaccini non erano da eliminare, ma erano semplicemente utilizzati nel modo sbagliato. Egli insisteva su un approccio personale, incentrato da paziente a paziente seguendo caso per caso, non applicando un’ indistinta vaccinazione di massa. In sostanza auspicava una via per “raccomandazione”, in cui deve essere il medico a consigliare la vaccinazione e le sue modalitĂ . Il Codacons si è da subito schierato dalla parte di Gava, invitando tutti gli altri medici dissidenti ad inviare delle mail e accusando la comunitĂ  scientifica di essere “La nuova Inquisione che giudica Galileo”: «PoichĂ© il fondamento delle accuse nei confronti di Gava è teorico, senza nessun riferimento a danni provocati a pazienti, ma solo in base alle sue idee». I DATI sull’ aumento di casi di morbillo devono comunque far riflettere sull’ impatto che sta avendo questa campagna anti-vaccini sull’ opinione pubblica, cavalcata soprattutto da diversi esponenti di M5S. Molte famiglie hanno sospeso l’ utilizzo dei vaccini spaventate e le statistiche dimostrano l’ aumento di casi per diverse malattie. Cosa fare allora? A chi dare ascolto? Non bisogna smettere di vaccinarsi, perchĂ© è inefficace e dannoso. Ma si può discutere della vaccinazione di massa? Massimiliano Garavalli (Sistema Critico)
 

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