SISMA EMILIA: NO ALL’AUMENTO DELLE ACCISE E ALLA STANGATA DA 29 EURO AD AUTOMOBILISTA
CODACONS CHIEDE CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ PER CHI GUADAGNA PIU’ DI 90.000 EURO
L’aumento di 2 centesimi sulle accise dei carburanti per fronteggiare l’emergenza terremoto, graverà, di soli effetti diretti, 29 euro ad automobilista. Le altre stime circolanti di minor importo, infatti, non tengono in conto di quanto il Governo incasserà grazie all’Iva, ossia alla solita tassa sulla tassa.
Un gettito che sarà di più di 500 milioni se le accise avranno termine in dicembre, ma che, su base annua, significa 1 miliardo in più nelle casse dell’erario, considerando anche il gettito Iva.
Troppe volte i Governi del passato hanno annunciato aumenti temporanei delle accise che poi si sono magicamente trasformati in eterni, magari con una riga inserita in qualche decreto milleproroghe. Non a caso ci ritroviamo ancora gli aumenti di 10 lire del terremoto del Belice del 1968, le 99 lire del terremoto del Friuli del 1976 e le 75 lire del terremoto in Irpinia del 1980.
Non è possibile, inoltre, che ad ogni tragedia i Governi italiani sappiano solo immaginare il solito aumento delle accise sui carburanti, tanto più quando questo arriva dopo ben 5 rialzi nel solo 2011, un record che non solo non ha precedenti in Italia ma in nessun Paese civilizzato.
Inoltre l’aumento della benzina, finendo per essere traslato sui prezzi finali dei prodotti trasportati, finirebbe per essere pagato dalle famiglie più povere.
Ecco perché il Codacons chiede al Governo Monti di prevedere un contributo di solidarietà straordinario, una tantum, per chi guadagna più di 90.000 euro. Con una tassa del 5% per la parte di reddito superiore a 90.000 euro e del 10% sopra 150.000 euro ci sarebbe un gettito pari a 1,5 miliardi all’anno e sarebbero interessati solo 511.000 contribuenti che se lo possono permettere.
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Tags: accise, Benzina, carburanti, contributo di solidarietà, Sisma, terremoto
