SISMA EMILIA: IL CODACONS CHIEDE ALLA PROCURA DI INDAGARE PER OMICIDIO CON DOLO EVENTUALE
E PER I CAPANNONI CROLLATI SOTTOPOSTI A CONTROLLO E RISULTATI IDONEI, INDAGARE ANCHE CHI HA EFFETTUATO LE VERIFICHE
Indagare per omicidio con dolo eventuale e omissione di misure di sicurezza. Questa la richiesta, contenuta in un esposto, che il Codacons indirizza alla Procura della Repubblica di Modena che ha aperto una inchiesta sulle morti legate al sisma.
La magistratura – spiega l’associazione – deve individuare quelle strutture come fabbriche e capannoni crollate a causa del mancato rispetto delle norme di sicurezza, uccidendo i lavoratori. In particolare occorre verificare la staticità e la solidità degli edifici e accertare se i cedimenti sono avvenuti a causa di una approssimativa costruzione delle strutture e, in tal caso, procedere verso i responsabili che verranno individuati per il reato di omicidio con dolo eventuale.
Chi infatti fa lavorare operai in edifici i cui tetti non sono saldamente fissati e si mantengono in piedi alla meno peggio, non può non considerare l’idea di incidenti anche gravi in caso di sisma.
Non solo. Per concorso nel medesimo reato devono essere indagati quei soggetti che su tali edifici instabili hanno effettuato i controlli di sicurezza previsti dalla legge, decretandone la conformità alle norme.
In materia di sicurezza sul lavoro il Codacons denuncia infine come, in attuazione delle novità introdotte nel 2011 dal Ministero del Lavoro, le attività di controllo e prevenzione siano state demandate ai privati, che possono eseguirle qualora l’Inail non risponda entro 60 giorni a chi fa richiesta di verifiche tecniche sui propri impianti. Con la conseguenza che la stessa Inail, attraverso circolare diramata lo scorso 22 maggio, ha informato i propri dipartimenti territoriali di non dare seguito alle richieste pervenute. La circolare – che può addirittura costituire reato – sarà impugnata dall’associazione al Tar del Lazio.
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