8 Febbraio 2002

Sirchia: task force per battere mucca pazza

Sirchia: task force per battere mucca pazza

Luce verde all´import da Londra di un farmaco sperimentale per la ragazza malata

Il primo caso di variante umana della malattia di Creutzfeldt-Jacob ha risvegliato l´allarme mucca pazza e il ministro della Salute Girolamo Sirchia annuncia un decreto d´urgenza: l´istituzione di una task force di scienziati contro le encefalopatie spongiformi trasmissibili, per «assicurare la massima protezione ai cittadini, fare chiarezza sui dubbi circa i possibili rischi e sulle terapie più avanzate». E ripete: «Nessun timore di epidemie». Vasti i compiti della commissione. Dovrà approfondire gli aspetti epidemiologici, clinici e preventivi delle encefalopatie spongiformi subacute umane trasmissibili. Il secondo provvedimento d´urgenza del ministero è stato il nulla osta all`importazione dalla Gran Bretagna della quinacrina, il farmaco sperimentale con cui si sta trattando anche la giovane siciliana colpita dalla variante del morbo.
Intanto, il ministro per le Politiche Agricole, Giovanni Alemanno, ha reso noto che proporrà alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni un ulteriore stanziamento di 160 miliardi per la lotta contro la Bse. In Consiglio dei ministri, Alemanno ha già proposto un rifinanziamento del decreto legge che preveda anche la possibilità di indennizzare le persone che saranno colpite dal morbo.

Tutto questo mentre cresce il timore di casi futuri nel nostro paese. Secondo alcune indiscrezioni, per altri due pazienti, uno a Bari e l´altro a Verona, si sospetterebbe la variante umana del morbo. Uno dei due sarebbe già stato sottoposto alla biopsia delle tonsille, lo stesso esame che era stato disposto per la giovane di Agrigento. Ma nessuna conferma è arrivata dal ministero della Salute. Ogni anno, infatti, almeno 250 casi vengono segnalati come «sospetti» e, se il dubbio si trasforma in certezza, c´è l´obbligo di fare la segnalazione alle autorità. Un´ipotesi che non si può escludere, comunque, è che siano già in incubazione altri casi, ma gli esperti prevedono che in Italia l`eventuale numero di malati sarà decisamente inferiore a quello del Regno Unito. «Siamo certi, finora, di non avere mai visto nessun caso della variante della malattia», dichiara il neurologo Gianluigi Zanusso, che lavora nel gruppo di Nicola Rizzuto dell`Università di Verona, uno dei tre centri italiani specializzati nello studio della malattia di Creutzfeldt-Jakob, insieme con quelli dell`Istituto Superiore di Sanità e dell´Istituto Besta di Milano. Sia Zanusso sia l`esperto di Igiene Carlo Signorelli, dell´Università di Parma, ritengono che il numero di casi italiani, pur se destinato ad aumentare, si manterrà molto al di sotto dei 114 finora diagnosticati nel Regno Unito. Confermata l´attesa di altri casi anche in ambito dell´Unione Europea. «Ci aspettiamo che possano accadere, perché una certa esposizione a rischio di contagio negli Anni `90 c`è stata in tutta Europa», sostiene Paola Testori Coggi, direttore per la politica di sanità e sicurezza alimentare dell`esecutivo Ue. Coggi ricorda che dal `96 sono state prese misure a livello europeo molto severe, fino ad arrivare al 2001 all`eliminazione della colonna vertebrale per i bovini, al divieto totale delle farine animali per la nutrizione e all`obbligo dei test anti Bse negli animali adulti. «Ma – ha ammesso – c`è ancora il peso del passato». E, a proposito del passato, Paolo Cento, deputato dei Verdi, ha chiesto a Sirchia di rivedere i casi sospetti di contrazione del morbo della mucca pazza avvenuti prima della vicenda della ragazza siciliana. «In questi anni – afferma – vi sono state più denunce che riconducevano la morte alla contrazione di questo morbo».
Gli esperti, inoltre, si stanno interrogando su eventuali altri casi di malattia non denunciati al registro nazionale della Bse perché sfuggiti ai controlli. Ad aumentare i timori ci sono numerosi rapporti degli ispettori veterinari di Bruxelles che hanno da tempo classificato l`Italia nella terza categoria di rischio (su quattro), un gradino sotto la peggiore, in base a una serie di parametri come la tempestività nell`applicazione delle norme comunitarie e l`applicazione del sistema di sorveglianza nazionale. Il contagio, nei casi attualmente sotto osservazione, sarebbe potuto avvenire nei primi Anni `90, quando i controlli sui bovini erano praticamente inesistenti.




ALEMANNO CONTRO IL CODACONS E LE PAURE DEI CONSUMATORI «LA CARNE ROSSA SI PUO´ MANGIARE»


Dichiarazioni «irresponsabili e infondate». Così il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, ha bollato l`invito del Codacons che ha suggerito ai consumatori di evitare la carne rossa italiana. «Ho dato mandato ai consiglieri giuridici del ministero – ha aggiunto il ministro – per valutare se sussistono gli estremi per un`eventuale denuncia di reato. La fitta rete di controlli e le misure adottate per fronteggiare l`emergenza Bse rendono sicura la carne italiana, come ha detto anche il ministro della Salute, Sirchia»
INTASATO IL NUMERO VERDE DEL MINISTERO


Ha squillato senza sosta per tutto il giorno il numero verde istituito dal ministero della Salute e attivo da ieri mattina alle 9,00 per rispondere alle domande sulla malattia della mucca pazza e sulla sua forma umana, la variante della Creutzfeldt-Jakob. Il boom di chiamate allo 800-571661 alle 17,00 aveva raggiunto quota 124, al ritmo di 15 l`ora. A telefonare sono stati soprattutto privati cittadini (108), più altre telefonate da altre categorie, come gli operatori sanitari. Hanno telefonato soprattutto donne (78 contro 46 uomini)

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