12 Novembre 2002

Sirchia: non perseguiteremo i fumatori

Dopo l?appello di Ciampi si riaccende la polemica. I produttori: da anni facciamo campagne in difesa dei più giovani

Sirchia: non perseguiteremo i fumatori

Il ministro della Salute: la legge vuole solo tutelare chi non ama le sigarette

ROMA – «Mi auguro che la Camera approvi la legge sul fumo nei tempi più brevi. Nessuno intende perseguitare i fumatori: la legge è tutta tesa alla tutela di quelli che non fumano, che inalano fumo passivo, cosa che ormai è dimostrato provoca un danno. Ma non tocchiamo il diritto di chi fuma a continuare a farlo». All?indomani delle dichiarazioni sul fumo del presidente della Repubblica Ciampi il ministro della Salute Sirchia aggiunge un ulteriore tassello alla sua battaglia contro il tabacco: questa volta puntualizza come ognuno sia libero di scegliere, ma come sia anche doveroso proteggere chi viene danneggiato passivamente dalle “bionde“. Ma il ministro Sirchia ha parlato anche di lobbies molto potenti, responsabili dell?ormai ripetuto arresto della legge. Ed è dal fronte del tabacco che questa definizione viene respinta. «Non siamo una lobby, nè tanto meno siamo ricchi e potenti ? puntualizza Carlo Bassi, direttore di Assotabacco ? Il rispetto nei confronti di chi sceglie di non fumare lo dimostriamo con un?attività che dura ormai da anni: dalla smoking policy, all?invito alla cortesia per i ristoratori, alla campagna di informazione per i giovani. Spesso ci chiedono perché lo fate? Il fumo deve essere una scelta matura e responsabile, la legge vieta che i minori fumano e noi riteniamo eticamente corretto partecipare ad una campagna d?informazione che li dissuada».
La nuova legge che ora spetta solo il via libera della Camera vedrà messe al bando le sigarette nei locali pubblici come bar e ristoranti, tranne in zone apposiatamente areate che dovranno comunque essere inferiori a quelle destinate ai non fumatori. I pubblici esercizi avranno 12 mesi per mettersi in regola dal momento in cui verranno stabiliti i criteri a cui attenersi. Le sanzioni arriveranno a 250 euro per i trasgressori, mentre raddoppieranno se si fuma davanti a un ragazzino con meno di 12 anni o a una donna incinta. Arriveranno fino a 2000 euro per quei gestori che non vigileranno sul rispetto dei divieti.
E come ogni volta in cui si riaccende il dibattito sul fumo tornano gli schieramenti, ma soprattutto c?è chi si appresta a sottolineare: al Monopolio nell?anno passato le sigarette hanno fruttato ben 10 miliardi di euro. Perchè per ogni pacchetto di sigarette il 75 per cento va tra Accise ed Iva, 600 lire vanno al tabaccaio il resto alla distribuzione e ai produttori.
Intanto il Codacons è già sul piede di guerra. La nuova legge sul fumo approvata al Senato «potrebbe addirittura impedire ai giudici la possibilità di vietare il fumo nei luoghi di lavoro privati». L?associazione a tutela dei consumatori ha scritto una lettera al Presidente Ciampi e al ministro della Salute Sirchia: «La nuova legge non vieta il fumo nei luoghi di lavoro privati non aperti agli utenti o al pubblico e, purtroppo, prevede gli impianti di aerazione esclusivamente nei locali contrassegnati per fumatori».
Fino ad ora i lavoratori in luoghi privati (ovvero il 90% dei luoghi di lavoro) erano tutelati dall`obbligo del datore di proteggere la salute dei propri dipendenti: era quindi possibile rivolgersi all`autorità giudiziaria per un`azione cautelare preventiva per proibire il fumo sul posto di lavoro. Ma «con la nuova legge -secondo il Codacons – sarà possibile fumare liberamente, senza neanche bisogno degli aeratori». Il Codacons, pertanto, richiede che tale legge venga modificata, prevedendo esplicitamente il «divieto di fumo in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati».
Ma se la legge sul fumo in Italia ha vita difficile non ha un cammino più semplice la direttiva Europea che prevede la scritta “il fumo uccide“ sul 30 per cento della parte anteriore del pacchetto e sul 40 per cento di quella posteriore. La direttiva doveva essere recepita entro il 30 settembre per diventare operativa dall?ottobre del prossimo anno, ma nel nostro paese nulla ancora è stato fatto e i produttori di sigarette già mettono le mani avanti: se non ci saranno indicazioni precise a breve non avremo proprio il tempo necessario per modificare tutte le confezioni.

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