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7 Febbraio 2002

Sirchia e Alemanno: i controlli proseguono

Sirchia e Alemanno: i controlli proseguono

Le associazioni ambientaliste e dei consumatori denunciano ritardi
e omissioni
«Dramma ereditato dal passato»
I ministri: possibili altri casi, ma la situazione è sotto controllo

Roma. Quella della ragazza trapanese è una storia legata al passato. Oggi tutto è sotto controllo. I ministri della Salute, Girolamo Sirchia e della Politiche agricole, Gianni Alemanno, buttano acqua sul fuoco, tranquillizzano. Ma devono ammettere che quello siciliano non sarà l`unico caso. E lo fanno citando anche il precedente responsabile della Sanità, il professor Umberto Veronesi che alcuni mesi fa annunciò:«Quello della mucca pazza è una bomba a scoppio ritardato: ce ne dovremo occupare per dieci anni». Insomma niente allarmismi ma neanche abbassare la guardia. Anche perché sia le associazioni ambientaliste sia quelle dei consumatori denunciano ritardi e omissioni. Dunque Alemanno parla di «una bruttissima eredità del passato» osservando inoltre che «se l`anagrafe bovina avesse funzionato dal 1994, quando era stata progettata, la ragazza non sarebbe mai stata infettata». Comunque, assicura il ministro, «oggi la carne che i consumatori hanno sulle loro tavole non ha nulla a che vedere con quello che è successo a questa ragazza» ma «bisogna tenere vigile l`attenzione» e «ricordarsi dell`agricoltura non solo nei momenti d`emergenza, ma anche nella normalità». Poi di fronte alla commissione Agricoltura della Camera annuncia di aver chiesto nuovi fondi al collega Tremonti per far fronte all`emergenza “mucca pazza“, sollecitando anche a Sirchia un incontro sui problemi dell`anagrafe zootecnica. E, citando Veronesi, conclude che bisogna «avere la consapevolezza che altri casi potrebbero verificarsi nell`immediato futuro». Concetti che riprende anche il responsabile della Salute. «Il caso di oggi mette paura, ma è una paura che è riferita al passato». E intanto annuncia che sono stati intensificati i controlli in collaborazione con i carabinieri dei Nas soprattutto sugli allevamenti e sui macelli clandestini, in Sicilia e su tutto il territorio nazionale. Comunque, ripete anche Sirchia, «sarebbe sbagliato oggi limitare il consumo di carne, non è mai stata così sicura: i provvedimenti sono ormai tanti, severi e verificati». Butta acqua sul fuoco il ministro. «Il contagio uomo-uomo – assicura – non è mai stato provato ed è dunque inutile diffondere linee guida e misure di precauzione per la popolazione a riguardo». Dunque «no» alla corsa agli esami diagnostici da parte della popolazione perché «sarebbe esattamente il contrario della logica che abbiamo, cioè guidare la popolazione a comportarsi nel modo più utile». Gli risponde il presidente dei Verdi ed ex ministro delle Politiche agricole, Alfonso Pecoraro Scanio. «Sarebbe meglio che il ministro Sirchia invece di fare la politica dello struzzo adottasse le misure di precauzione già in vigore in Svizzera». Ricordando in particolare «la sterilizzazione dei ferri chirurgici a non meno di 136 gradi». Intanto da oggi è attivo presso il ministero della Salute un numero verde per informare i cittadini: è l`800.571661 e sarà attivo dalle 9.00 fino alle 20.00. Non si sentono però tranquillizzati consumatori e ambientalisti. Il governo, dice Federconsumatori, deve fornire i dati sulla situazione del programma di distruzione delle farine animali, «che in Italia ammontavano recentemente a circa 300mila tonnellate». L`Aduc ritiene che la carne italiana è «ancora insicura perché continuano a circolare farine animali e perchè esiste un mercato nero delle carni, mafioso e non». Mentre il Codacons presenta una denuncia alla Procura di Palermo parlando di «negligenze, omissioni e scarsi controlli» che sarebbero stati all`origine del contagio e chiedendo di «accertare le responsabilità degli allevatori e di chi ha effettuato i controlli». Da Legambiente arriva un lungo dossier su “mucca illegale“. «La criminalità organizzata – spiega il portavoce Roberto Della Seta – ha saputo in questi anni approfittare dell`allarme mucca pazza riuscendo a infiltrarsi in tutte le fasi della filiera alimentare, dall`allevamento allo smaltimento dei residui di macellazione, vanificando spesso le precauzioni contro i rischi di contagio». I casi sono tanti e variegati. Capannoni pieni di migliaia di tonnellate di mangimi risultati positivi per la presenza di farine animali, altri con centinaia di quintali di strutto e sangue. E poi anche veri e propri mangimifici clandestini e mattatoi altrettanto clandestini, al Sud come al Nord.

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