28 Maggio 2004

Sirchia: difendo i medici onesti






La multinazionale britannica dei farmaci GlaxoSmithKline (Gsk) finisce ancora una volta sotto i riflettori della cronaca giudiziaria ma trova illustri «difensori». «Dico no alle campagne al massacro di medici e farmaci finchè le indagini non saranno finite, criminalizzare le persone è un reato», afferma il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, il giorno dopo l?operazione della Finanza veneta che ha portato alla denuncia di 4400 medici per corruzione. E gli stessi inquirenti danno atto alla Gsk di aver cambiato tutti gli alti dirigenti della filiale italiana, a Verona, dopo lo scoppio dello scandalo e l?avvio delle indagini, nel giugno 2002. «Ora devo avere il tempo di valutare le carte e inviare gli avvisi di conclusione delle indagini, abbiamo comunque tralasciato i regali di poco valore ai medici di base», spiega il procuratore di Verona, Guido Papalia.
Il fenomeno legato all?illecita promozione dei farmaci, sottolinea Sirchia, «c?è e certamente non siamo stati noi del ministero quelli che l?hanno nascosto, anzi, l?abbiamo denunciato fin dal primo giorno del mio insediamento. Ma tra questo e creare campagne di stampa avverse alla medicina e ai farmaci c?è una bella differenza». Secondo Sirchia bisogna procedere in modo tale che «questo malcostume si riduca, una cosa che non si ottiene nè con le campagne al massacro dei medici nè con le campagne al massacro dei farmaci. Aspettiamo che la magistratura compia le sue valutazioni». Quanto alle misure per prevenire simili fenomeni tra medici e aziende farmaceutiche Sirchia sottolinea che «ci sono molti provvedimenti in tal senso fatti e ancora da fare, provvedimenti dei quali si occuperà anche l?Agenzia nazionale del farmaco che decollerà tra 15 giorni e che avrà questo specifico compito oltre a quello di assicurare ai malati, gratis, i medicinali innovativi».
Ieri il Codacons ha deciso di costituirsi parte civile nel processo che seguirà l?inchiesta Glaxo. L?ha annunciato il presidente Marco Donzelli. Per il Codacons gli episodi segnalati dalla Finanza rappresentano «un immenso potenziale danno per i consumatori. Se infatti corrisponde al vero che i medici hanno preso tangenti per prescrivere farmaci, è evidente che questo ha avuto effetti sui prezzi dei farmaci stessi. È ovvio che il costo della tangente sia stato trasferito sul consumatore che ha finito, nella migliore delle ipotesi, per pagare un prezzo superiore al dovuto. Nella peggiore, invece, ha preso un farmaco di qualità inferiore rispetto ad altri, ritardando la guarigione, o un placebo che non serviva a niente».
«Mi auguro che alla fine non si debba trovare in questa vicenda la spiegazione di certi anomali andamenti della spesa sanitaria nel nostro Paese – osserva l?assessore veneto alla Sanità, Fabio Gava, che è anche coordinatore degli assessori regionali alla Sanità – se non è il caso di criminalizzare l?intera categoria dei medici non si può negare che si sia di fronte a un fenomeno di malcostume grave e diffuso. Ha causato un vistoso danno d?immagine e di fiducia al sistema sanitario e con ogni probabilità ha portato a pesanti aggravi di spesa per le casse statali e regionali».

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