23 Agosto 2001

Sirchia, curati in modo sbagliato

Sirchia, curati in modo sbagliato



Effetti collaterali da Lipobay. Due ricoveri uno a Siena, l?altro a Roma

MILANO – Mentre continuano le indagini della procura di Torino sul caso Baycol-Lipobay – il farmaco anticolesterolo accusato di aver provocato almeno 52 morti negli Usa e di aver danneggiato la salute di 25 persone in Italia – dopo la prima segnalazione di un caso di morte sospetta per rabdomiolisi Bologna, il giudice Guariniello è alle prese con un secondo caso di morte sospetta legata al Lipobay. Il decesso sarebbe avvenuto a Brescia ma in ambienti della Porcura del capoluogo piemontese questa circostanza non è stata confermata. Il giudice Guariniello sta invece sta lavorando per un incontro a breve con i vertici tedeschi della Bayer. A Roma il Codacons denuncia il caso di un paziente in cura con l?anticolesterolo Lipobay ricoverato in ospedale in terapia intensiva. A Rovigo una donna di 60 anni è stata visitata al pronto soccorso. I medici non hanno riscontrato valori alterati ma ne hanno comunque disposto il ricovero per motivi precauzionali.
Sono invece gli effetti collaterali le cause del ricovero di un uomo di 69 anni, da giorni ricoverato al Policlinico di Siena Le Scotte. Ne ha dato notizia l?ospedale confermando che l?uomo aveva fatto uso di cerivastatina. Il paziente è ricoverato da giorni presso il reparto di nefrologia del Policlinico a Siena, con “sospetto danno da cerivastatina“. Il ditrettore del reparto, Nicola Di Paolo, spiega che «il caso è interessante perché presenta sintomi di grave rabdomiolisi con danno renale in corso di trattamento con cerivastatina somministrata da sola e non in associazione con altri farmaci antilipemici», spiega in una nota il direttore Di Paolo. «Il paziente – continua la nota – aveva assunto nei giorni immediatamente prima della crisi alcune bustine di un antidolorifico per dolori muscolari; alcuni mesi prima, quando era già in trattamento con cerivastatina, avendo accusato i medesimi dolori, aveva assunto, di sua iniziativa, un`aspirina, ma i dolori si intensificarono e si astenne da prenderne altre». Questo, secondo i medici dell`ospedale senese, potrebbe indicare che anche l`antidolorifico, abbinato alla cerivastatina, possa favorire la crisi rabdomiolitica. Le generalità del paziente, che ora sta meglio e la cui prognosi, riferisce la nota, verrà sciolta nei prossimi giorni, non sono state rese note dall`ospedale.

A Bologna il procuratore Luigi Persico sta valutando se è configurabile l`ipotesi dell`omicidio colposo nell?inchiesta aperta sulla morte di Antonietta Vicinelli, la donna di 84 anni, deceduta il 16 giugno scorso al Policlinico Sant` Orsola-Malpighi dopo che a casa aveva seguito una cura con un farmaco contenente la cerivastatina associato ad un altro medicinale a base di gemfibrozil. La cerivastatina (la stessa molecola del Lipobay, ma in questo caso non è stato somministrato il prodotto della Bayer) associata al gemifibrozil può creare la rabdomiolisi, una insufficienza renale acuta, evento che ha contribuito alla morte la donna ultraottantenne.

Lunedì scorso la nipote di Antonietta Vicinelli ha presentato una denuncia ai carabinieri. Martedì il policlinico ha fatto la segnalazione al Ministero della Salute e alla Regione. Così il Procuratore Persico ha aperto il fascicolo e ha mandato i carabinieri del Nas di Bologna ad acquisire la cartella medica e gli altri documenti all` ospedale. Secondo quanto verificato dai militari non venne fatta l` autopsia, poichè la famiglia si oppose.
Stavolta però l?autopsia potrebbe essere necessaria. Persico si è anche sentito con il Procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, che indaga sul Lipobay. Una telefonata, seguita da una lettera, per uno scambio di dati. L` inchiesta deve stabilire se il medico curante ha prescritto i due farmaci, a base di cerivastatina e gemfibrozil, in contemporanea, non valutando avvisi di attenzione della commissione medica unificata e allegati illustrativi contenuti nelle medicine. Per questo Persico ha ordinato ai Nas di acquisire tutte le ricette intestate ad Antonietta Vicinelli negli ultimi due anni, in modo da accertare le medicine che le erano state prescritte.

L` azienda ospedaliera di Bologna Policlinico S. Orsola Malpighi, tra l` altro, in una nota diramata ieri ricorda che il decesso «nonostate le terapie del caso si è verificato per arresto cardiorespiratorio in paziente con rabdomiolisi massiva e insufficienza renale cronica riacutizzata – cardiopatia asteriosclerotica in fase di subscompenso». La nota ricorda che la «complessità delle patologia era trattata a domicilio con molteplici farmaci fra cui anche farmaci contenenti i principi attivi Cerivastatina e Gemfibrozil».

Dell?uso delle statine ha parlato anche il ministro della Salute Girolamo Sirchia, intervenuto al Meeting di Rimini. «La pericolosità dell` associazione tra i due principi, cerivastatina e gemfibrozil, oltre ad essere sconsigliata e poi vietata – ha detto – è segnalata anche negli allegati informativi delle medicine. Ad esempio in quello del Lipobay si dice: «Casi di rabdomiolisi sono stati descritti per la combinazione di gemfibrozil con cerivastatina e, in casi molto rari, nelle monoterapia con cerivastatina. Pertanto, Lipobay deve essere sospeso in ogni paziente che presenti una condizione acuta o grave che predisponga allo sviluppo di insufficienza renale secondaria e rabdomiolisi».

Sirchia ha anche reso noto che sono circa 400 mila pazienti che assumono la cerivastatina è ciò vuol dire che una parte di questi la usa in modo inappropriato. . Il ministro ha poi spiegato che dalle chiamate giunte alle linee del numero verde del ministero si è visto che una parte delle persone assume il farmaco «in modo inappropriato» (malati in fase terminale e anziani): «Non ha senso trattare tutti così, occorrono corrette indicazioni terapeutiche e preparazione del medico».

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