22 Agosto 2003

SIRCHIA ACCOGLIE LA RICHIESTA DEL CODACONS

    SIRCHIA ACCOGLIE LA RICHIESTA DEL CODACONS E APRE UN`INCHIESTA PER ACCERTARE IL NUMERO DEI MORTI DOVUTI AL CALDO L`INCHIESTA DEVE ACCERTARE ANCHE LE RESPONSABILITA`

    I CUSTODI SOCIALI DEVONO ESSERE I MEDICI DI FAMIGLIA
    OGNI OCCASIONE E` BUONA PER BATTERE CASSA: NON C`E` BISOGNO DI PIU` SOLDI PER AFFRONTARE L`EMERGENZA, BASTEREBBE CHE TUTTI FACESSERO IL LORO DOVERE

    Il ministro della Salute Sirchia ha accolto la richiesta del Codacons di aprire un`inchiesta conoscitiva, condotta dall?Istituto Superiore della Sanità, sulla reale entità dei morti in Italia in rapporto al grande lungo caldo. Il Codacons aveva anche chiesto che all`indagine partecipassero la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e le associazioni dei consumatori. Richiesta per il momento non accolta e che, comunque, riformuliamo, convinti di poter dare un contributo al fine di prevenire e prepararsi ad eventuali crisi future.
    “Esprimiamo soddisfazione per l`apertura dell`indagine che non deve però limitarsi a conteggiare il numero dei morti. E` necessario, proprio al fine di prevenire il ripetersi di queste cicliche emergenze, che si valutino anche le responsabilità, per individuare l`anello debole della catena“ ha dichiarato il Consulente medico del Codacons, prof. Emilio De Lipsis.
    “Per il Codacons, non è possibile scaricare sugli ospedali casi che potrebbero essere meglio curati a domicilio. Inevitabile che poi nei nosocomi ci siano disservizi ed ore di attesa al Pronto Soccorso. Salvo un`esigua minoranza di professionisti scrupolosi, i medici di famiglia non hanno svolto un ruolo adeguato alla situazione di emergenza creatasi. L`anello debole della catena, quindi, sono loro. La gente sempre di più scavalca la prima linea del Servizio Sanitario Nazionale, costituita dai medici di famiglia, per cercare aiuto direttamente nelle strutture ospedaliere. Come mai accade questo? Evidentemente va rivista la strategia generale del SSN ed il ruolo dei medici di famiglia, un esercito di 60.000 persone sott`utilizzato“ ha proseguito il prof. De Lipsis.
    Rispetto alle richieste, venute da più parti, di avere maggiori finanziamenti o nuove tasse per affrontare queste emergenze, il prof. De Lipsis ha dichiarato: “Ogni occasione è buona per chiedere più soldi. Non servono nuovi carrozzoni o più soldi per affrontare le emergenze. I medici di famiglia sono già pagati per questo. Guadagnano in media 4.000 euro al mese e costano all`erario italiano circa 250 milioni di euro al mese. Siano loro i dirigenti dei gruppi di volontari, di quei custodi sociali di cui parla Sirchia. Non siamo contro i medici di famiglia ma contro la loro progressiva dequalificazione professionale“.

    Ufficio stampa: 06/3721573

    Previous Next
    Close
    Test Caption
    Test Description goes like this
    WordPress Lightbox