26 Febbraio 2020

Sintomi e contatti con la zona rossa lombarda Vercellese in isolamento, si attendono i test

al pronto soccorso scatta la procedura d’ emergenza. in tribunale annullata l’ udienza con 500 parti offese
biella Momenti di tensione lunedì sera in pronto soccorso, per l’ arrivo di un soggetto giudicato a rischio e sottoposto ai controlli per il coronavirus. L’ uomo, poco più di trentenne, sarebbe infatti entrato in contatto, per ragioni ancora da chiarire, con residenti a Codogno, uno dei comuni inserirli nella zona rossa lombarda perché più soggetti al contagio. A recuperarlo nella sua abitazione di Cigliano è stata un’ ambulanza del 118, che l’ ha poi trasportato in ospedale a Ponderano, dove è subito scattato il protocollo per evitare possibili contaminazioni. Il pronto soccorso, dove da lunedì pomeriggio si può entrare soltanto dalla parte esterna, passando di fianco alla tenda montata dalla protezione civile in cui si effettua il triage per i casi sospetti, è stato quindi nuovamente bloccato per consentire il passaggio della barella su cui stava il malato. Per il momento non sono ancora arrivati i risultati del tampone effettuato sul paziente, ma dall’ Asl non trapelano segnali di un possibile allarme. Intanto sono arrivate tutta una serie di segnalazioni da parte di biellesi, venuti a contatto con potenziali situazioni a rischio ma che non presentano sintomi. A tutti è stato chiesto di restare a casa e sono stati effettuati a domicilio i primi tamponi, tutti negativi. La situazione appare quindi al momento sotto controllo. Anche in ospedale, dove l’ afflusso dei pazienti è stato comunque copioso, nonostante l’ invito da parte dell’ Asl Bi, di limitare le visite e i controlli a quelli davvero urgenti. Bastava dare un’ occhiata al parcheggi per confermare come la paura del possibile contagio per ora abbia soltanto sfiorato i biellesi. Il Piemonte ha reagito bene all’ emergenza, come ha spiegato l’ assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, tre nuovi laboratori, a Novara, Cuneo e Alessandria verranno abilitati per poter analizzare i tamponi, aggiungendosi a quelli torinesi delle Molinette e dell’ ospedale Amedeo di Savoia, in modo da poter sveltire le operazioni. Se le attività quotidiane in provincia proseguono senza troppi traumi, le forze dell’ ordine hanno già iniziato ad applicare i severi protocolli fissati a livello ministeriale, lo si è potuto appurare anche ieri mattina, quando carabinieri e vigili del fuoco sono intervenuti a Sala per la morte, in casa, di un settantenne, Umberto Micheletti. Per garantire un accesso sicuro all’ abitazione del pensionato, sono intervenuti gli specialisti del nucleo batteriologico dei vigili del fuoco. Il decesso, avvenuto da un paio di giorni, è risultato non avere nulla a che vedere con il coronavirus. Per stamattina in prefettura è fissata una riunione del comitato per la sicurezza, con l’ obiettivo di fare il punto sulla situazione. Tra le istituzioni che hanno ridotto la propria attività, va annoverato anche il tribunale, con udienze a porte chiuse e segreterie aperte solo per i casi urgenti o in scadenza. Tra i rinvii anche quello relativo al caso Ravetti, il gip Arianna Pisano ha deciso di posticipare l’ udienza relativa alle 500 opposizioni presentate, in maggior parte da Codacons, contro l’ archiviazione richiesta alla Procura per molte delle denunce presentate da parenti dei defunti cremati nella struttura di Biella. Dato che le persone offese, alcune delle quali provenienti dalle zone più colpite dal virus, possono legittimamente presenziare, ha spiegato il giudice, l’ udienza è stata rimandata al 21 maggio.r.s. – © RIPRODUZIONE RISERVATA La tenda di triage allestita all’ esterno del Pronto soccorso utilizzata solo per i malati sospetti di Coronavirus.

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