Siniscalco dice no agli aumenti delle Fs
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Catania insiste: tempi maturi
ROMA ? « Il ministero dell`Economia non è orientato a concedere aumenti sui biglietti ferroviari » .
È un lancio dell`agenzia Apcom a gelare, nel pomeriggio di ieri, le speranze dei vertici delle Fs sui possibili rincari dei biglietti dei treni passeggeri a lunga percorrenza. E a far crollare improvvisamente ? e senza possibilità di appello ? l`ipotesi che la società ferroviaria e il ministero delle Infrastrutture avevano costruito nei giorni scorsi di un recupero degli aumenti del 4,15% dei biglietti, prima varati dal Cipe il 17 novembre 2001 per il 2002 e poi congelati dall`allora ministro dell`Economia, Giulio Tremonti, a dieci giorni dal Capodanno. Un recupero che si sarebbe dovuto decidere subito, entro la fine di giugno, per diventare operativo in due tranche, la prima a luglio, la seconda a settembre.
Era stato lo stesso presidente delle Fs, Elio Catania, a esporsi fiduciosamente ieri mattina, interpellato dai giornalisti durante la presentazione, a Moncalieri, del nuovo Pendolino disegnato da Giugiaro.
« Noi operiamo in piena fasatura con il Governo e attendiamo che ci dia indicazioni » , aveva detto Catania, che aveva poi aggiunto: « Abbiamo fatto presente che i tempi sono maturi per ridisegnare i prezzi, a scendere e a salire, a seconda delle tratte » .
Catania non aveva fatto alcun cenno all`ipotesi concreta sul tavolo, ma la dichiarazione dai toni ottimistici appariva comunque un segno evidente che stavolta i vertici di Fs contavano davvero di sbloccare una questione rimasta congelata per quattro anni.
Alla fine, invece, hanno prevalso la linea dura di Domenico Siniscalco ( che già sei mesi fa aveva fatto un analogo comunicato per bloccare le voci di possibili aumenti) e le posizioni delle associazioni dei consumatori che avevano scatenato un putiferio, già domenica scorsa, quando le prime indiscrezioni sulla manovra tariffaria erano trapelate ( si veda Il Sole 24 Ore del 19 giugno). Nello scenario in cui l`altolà di Siniscalco è avvenuto occorre ricomprendere poi anche l`iniziativa intrapresa nei giorni scorsi di sterilizzare una parte delle bollette elettriche.
Per qualche ora ci si era chiesti ieri pomeriggio ? anche nella sede delle Fs di Villa Patrizi ? se il “ niet“ del ministero dell`Economia riguardasse soltanto una modalità di autorizzazione esplicita degli aumenti mediante decreto ministeriale e se, invece, restasse aperta la possibilità di un aumento « fai da te » delle Fs, sfruttando proprio il fatto che i rincari del 4,15% erano stati, in realtà, già approvati formalmente nel 2001. E che la società potesse, in sostanza, scongelarli autonomamente, non presentandosi più le condizioni ostative che Tremonti aveva allora addotto per bloccare l`aumento ( il « passaggio dalla lira all`euro » ) . Ma via Venti settembre ha poi informalmente chiarito quanto era in realtà già chiaro della durezza della precedente comunicazione: non c`è spazio, in questo momento, per alcun aumento dei prezzi Fs, qualunque siano la forma, le procedure amministrative e l`entità. Bocciatura senza appello, almeno per ora.
Dalle Ferrovie non è arrivato alcun commento dopo la presa di posizione del Ministero dell`Economia. « Non abbiamo nulla da dichiarare » , ha detto il portavoce delle Fs. Né commenti sono venuti dal Ministero dell`Economia che pure si era speso non poco, nei mesi scorsi, per spingere la decisione dell`Economia sulle tariffe.
È continuato, invece il fuoco di fila di alcune associazioni di consumatori. In particolare, il Codacons che ha chiesto al ministro dell`Economia di « non autorizzare alcun ritocco » . « I vertici del Tesoro ? ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi ? si facciano un giro tra le carrozze sporche, fatiscenti e sempre in ritardo dei pendolari, e poi staremo a vedere se avranno il coraggio di aumentare le tariffe. Qualsiasi aumento delle tariffe ferroviarie verrà impugnato dinanzi al Tar, e ciò avverrà anche in futuro almeno finchè il servizio non subirà evidenti miglioramenti sul piano qualitativo » .
Intanto stasera alle 21 scatta lo sciopero di 24 ore proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fast Ferrovie, Ugl e Orsa.
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