24 Dicembre 2017

«Il sindaco vieta ai cittadini di stare in casa quando piove»

 

CATANZARO «Una storia di ordinaria follia». Non usa mezzi termini il Codacons nel commentare l’ ordinanza con la quale il Comune di Caraffa di Catanzaro ha imposto lo sgombero delle abitazioni e delle aziende agricole per il timore della pioggia. «Il sindaco certifica l’ inefficienza della Pubblica amministrazione – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – e non trova di meglio che alzare bandiera bianca. Un atteggiamento “pilatesco” che dev’ essere duramente censurato. Purtroppo l’ amministrazione, invece di provare a garantire i diritti fondamentali ai cittadini ed alle imprese che operano sul territorio, invece di pretendere, ovvero di imporre, l’ esecuzione degli interventi e delle opere finalizzate a scongiurare pericoli per l’ incolumità dei residenti – sostiene Di Lieto – non trova di meglio che adottare una Ordinanza “contingibile e urgente” per allontanare i cittadini dalle loro abitazioni». Emettere un’ ordinanza «perché d’ inverno piove», insomma, per l’ associazione dei consumatori è «una follia». «La fragilità del nostro territorio – prosegue Di Lieto – rende indifferibili non solo azioni in termini di prevenzione ma, soprattutto, l’ esecuzione degli interventi di ordinaria manutenzione. Eppure, come riconosce l’ ordinanza, del territorio non importa a nessuno. E non ci si azzardi a parlare di caso fortuito o di eventi imprevedibili, in caso di danni. Per “caso fortuito” si intende un avvenimento imprevedibile. In questo caso il colpevole disinteresse delle amministrazioni è stato, addirittura, certificato tra le righe di una ordinanza, che certifica, appunto, la prevedibilità dei disastri. Il sindaco di Caraffa, infatti, deve ammettere di non avere fondi per garantire la manutenzione della rete viaria; deve ratificare il disinteresse del Consorzio di Bonifica che non esegue le opere per cui pretende il pagamento dei contributi; deve riconoscere che Calabria Verde abbia ben altro cui occuparsi». «Abbiamo provveduto ad impugnare questa ordinanza, in segno di doveroso rispetto per la dignità dei cittadini e poiché – afferma ancora Di Lieto – riteniamo che violi diritti costituzionalmente garantiti, dalla tutela della proprietà privata, al diritto all’ abitazione, passando per la libertà dell’ iniziativa economica». Il Codacons chiede dunque al sindaco di Caraffa «un incontro per ottenere, in autotutela, l’ immediata revoca dell’ ordinanza e, in caso di disponibilità, saremo pronti a far fronte comune con la sua amministrazione contro chi, in questi anni, ha mortificato il territorio di Caraffa». «Anche perché, a prescindere dall’ ordinanza, l’ amministrazione deve comunque risarcire tutti gli eventuali danni. Non vogliamo che i cittadini siano vittime due volte, sia perché subiscono l’ indifferenza delle amministrazioni sia perché sono costretti a lasciare le proprie case a causa di quella colpevole indifferenza. Intanto, poiché siamo davanti un disinteresse per il territorio e per i cittadini, il Codacons – conclude Di Lieto – ha presentato una denuncia in Procura affinché si proceda per tutte quelle intollerabili omissioni, così come sono state riconosciute nell’ ordinanza sindacale, che vanno dal disinteresse di Calabria Verde a quello del Consorzio di Bonifica. Veri e propri fenomeni di inefficienza».

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