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18 Agosto 2004

Sindaco suicida, il caso al Csm

SINDACO SUICIDA, IL CASO AL CSM

Anche il ministero della Giustizia apre un?inchiesta

Iniziativa bipartisan di quattro consiglieri laici: «Verificare l?operato dei magistrati»

Sulmona – Il caso del sindaco suicida (l?autopsia esclude altre ipotesi per la morte di Camillo Valentini) potrebbe finire all?attenzione del Consiglio superiore della magistratura. L?iniziativa di Nicola Buccico, consigliere laico della Casa delle Libertà a Palazzo dei Marescialli, è sostenuta anche da altri due consiglieri della Cdl (Nino Marotta e Giorgio Spangher) e da Gianfranco Schietroma, del centrosinistra. Oggi, spiega Buccico, sarà inoltrata la richiesta di aprire una pratica per valutare «comportamenti e condotte» del pm e del gip che hanno, rispettivamente, richiesto e convalidato l?arresto di Valentini, poi suicidatosi nel carcere di Sulmona. «In particolare – dice Buccico – chiediamo di verificare se era inevitabile l?applicazione della misura cautelare, e se è vero che l?indagato aveva chiesto più di un mese e mezzo fa al pm di essere ascoltato». Inoltre, Buccico ha definito un «comportamento imprudente» la circostanza che a Valentini siano stati lasciati dagli agenti penitenziari del carcere di Sulmona i lacci delle scarpe. L?istanza potrebbe essere esaminata dal Csm già alla ripresa, il 7 settembre.

Anche il ministero di Giustizia, oltre alla magistratura ordinaria, ha aperto un?inchiesta sulla fine di Valentini. Che il sindaco di Roccaraso, dopo 48 ore di cella, si sia dato la morte da solo, soffocandosi con una busta di plastica legata al collo con le stringhe delle sue scarpe da tennis, ormai non ci sono più dubbi. La conferma è venuta dall?autopsia, che non ha rilevato segni di violenza sul corpo. Tuttavia gli inquirenti restano alla ricerca di responsabilità che abbiano consentito o agevolato il gesto estremo del sindaco. Il fascicolo aperto dalla Procura di Sulmona, e di cui è titolare una nuova pm, Simonetta Ciccarelli, inviata in applicazione dall?Aquila, è formalmente «contro ignoti» ed è diretto ad accertare sia le modalità della morte sia il possibile coinvolgimento di altre persone. Sostenendo la necessità di «chiarire elementi importanti», ma sgombrando il campo da ipotesi diverse che non siano quelle del suicidio, la famiglia di Valentini, tramite l?avvocato Giovanni Margiotta, ha voluto presente all?autopsia un proprio perito di parte, Giorgio Bolino.

Il fatto che Valentini non fosse stato privato delle stringhe all?ingresso in cella d?isolamento era uno degli aspetti controversi, ma fonti della Procura hanno precisato che il regolamento carcerario prevede che i lacci vengano tolti solo a soggetti considerati «a rischio», con segni di scompenso psicologico.
L?incontro con lo psicologo, tuttavia, nel caso di Valentini non ci sarebbe stato. Di responsabilità «morali» sul suicidio di Valentini intende invece occuparsi la conferenza stampa convocata per oggi – dopo i funerali nella Chiesa madre di Roccaraso – dagli avvocati e dalla famiglia. Oltre ai legali Giovanni Margiotta e Michele Lioi, è annunciata la presenza del senatore Ferdinando Imposimato, del presidente del Codacons Carlo Rienzi, dei docenti Paolo Dell?Anno e Bruno Leuzzi. I parenti di Valentini, ha annunciato Margiotta, vogliono precisare che i fatti contestati nell?ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del sindaco «nulla hanno a che fare con tangenti, mazzette e appalti». E sempre per oggi il sostituto procuratore dell?Aquila, Romolo Como, ha convocato negli uffici della Procura di Sulmona un summit tra le forze di polizia e i magistrati che si sono occupati delle varie fasi delle indagini sulle opere pubbliche a Roccaraso.

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