2 Gennaio 2008

Sindacati: salari più alti o sarà sciopero generale

Sindacati: salari più alti o sarà sciopero generale
Ultimatum a Prodi in vista dell`incontro dell`8 gennaio.
Codacons: nel 2007 il potere d`acquisto è sceso anche del 15%
I segretari dei sindacati confederali: Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni e Guglielmo Epifani

Il Governo deve intervenire subito per rafforzare i salari e il potere d`acquisto dei lavoratori dipendenti. Se no, sarà sciopero generale. È soprattutto la Cisl di Raffaele Bonanni a guidare l`attacco dei sindacati confederali sul fronte-salari, nonostante le rassicurazioni del premier Romano Prodi e del ministro del Lavoro Cesare Damiano che, anche oggi, hanno ribadito il loro impegno su questo tema. Ma per Cgil, Cisl e Uil, i tempi stringono: già il prossimo 8 gennaio, nel previsto faccia a faccia col Governo (anche se non c`è alcuna convocazione ufficiale) – come sottolineato proprio da Bonanni – vogliono vedere un percorso preciso. In caso contrario, il 15 gennaio, la riunione degli esecutivi confederali potrebbe essere l`occasione per proclamare uno stop generale del mondo del lavoro. “L`8 gennaio avremo il primo incontro col Governo“, ha ricordato Bonanni, e già allora sull`impegno dell`Esecutivo di rilanciare il potere d`acquisto dei salari “o troveremo una conferma o sarà sciopero generale“. Serve “una soluzione, una definizione della partita presto“ – ha ribadito – ricordando che di sciopero generale in difesa dei salari i sindacati già avevano parlato il 24 novembre a Milano. I sindacati avevano espresso la loro ricetta per rilanciare il potere d`acquisto dei salari e che riguarda tre punti “imprescindibili“: “Abbiamo chiesto una riduzione a favore dei pensionati e dei lavoratori, a partire dal reddito familiare, e per chi ha figli o inabili a carico. Abbiamo anche chiesto – ha proseguito – di modificare gli scaglioni Irpef e l`abbattimento della pressione fiscale sulla contrattazione di secondo livello“. “L`auspicio – ha detto il leader della Cgil Epifani – è che nel nuovo anno, con l`impegno di tutti, si possano finalmente affrontare i temi dei redditi, dei salari e della sicurezza sul lavoro“. Temi “che non possono più attendere“. Mentre collegandosi al discorso di fine anno del capo dello Stato Napolitano, il numero uno della Uil Angeletti ha sostenuto che “le basse retribuzioni sono un`emergenza per l`economia del nostro Paese“. Pronte, dal fronte del Governo, sono arrivate le rassicurazioni del premier e del titolare del Lavoro. Citando anch`egli l`intervento di Napolitano su salari e stipendi, Prodi ha detto che “questa è stata la parte più operativa del suo messaggio“ ed “è proprio il compito che il Governo si è preso e che ho esposto nella conferenza di fine anno“. Sui salari e sul potere d`acquisto delle famiglie italiane sono intervenute anche le associazioni dei consumatori che si sono dette allarmate visto che il 2007 ha visto il potere d`acquisto dei salari ridursi fino al 15,5% come nel caso dei pensionati. “A seconda delle categorie professionali, dei loro consumi e dei redditi medi è stato calcolato come si è ridotto nel 2007 il potere d`acquisto dei lavoratori, e questi sono i risultati“. Per gli impiegati, con 26.900 euro di reddito, la riduzione del reddito medio è stato del 6,3%. Più marcata, invece, per gli operai (21.700 euro) e nell`ordine del 7,9%. I più penalizzati risultano i pensionati, con un reddito medio di 10.200 euro, per i quali il potere d`acquisto si è ridotto del 15,5%. “L`unica soluzione – dicono dai Consumatori – per evitare la bancarotta a migliaia di famiglie è una seria politica dei redditi, in grado di portare stipendi e salari al livello dei lavoratori europei, e l`adozione di misure concrete per contenere la folle e speculativa crescita dei prezzi“.

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