15 Luglio 2011

Sindacati all´attacco: “E’ una vergogna paghiamo la Parentopoli di Alemanno”

Sindacati all´attacco: "E’ una vergogna paghiamo la Parentopoli di Alemanno"
 

«L´aumento del biglietto è il prezzo di Parentopoli». Non solo i partiti dell´opposizione, ma anche tutta la città si ribella al rincaro deciso dal cda dell´Atac. Contrari i sindacati, gli ambientalisti, i consumatori. Voci polemiche anche dal Pdl per un provvedimento che si annuncia come uno tra i più impopolari. «Ci vuole una bella faccia tosta per chiedere di aumentare il biglietto e gli abbonamenti con un servizio che funziona così male. Intere zone non servite e una qualità decisamente scadente», dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. «E’ così che il nuovo piano industriale risponde ai cittadini dopo gli assurdi scandali di Parentopoli?», chiede ancora Parlati. Il Codacons annuncia ricorso al Tar. «Un aumento assolutamente ingiustificato, ci opporremo con tutti i mezzi», fa sapere il presidente Carlo Rienzi. Mentre Carlo Pileri, dell´Adoc: «Si scaricano sui cittadini gli errori dell´amministrazione. I romani e i turisti si lamentano continuamente della sporcizia, dei ritardi e della scarsa qualità del servizio». I sindacati chiedono al Comune di ripensarci. «Questa operazione è assolutamente vergognosa – accusa Claudio Di Berardino, segretario generale di Cgil Roma e Lazio – Arriva qualche minuto dopo la manovra nazionale che introduce tagli e tasse con ricadute pesanti sui cittadini di Roma e del Lazio. Non è giusto che siano gli utenti a dover pagare le conseguenze di una sbagliata gestione politica e amministrativa». «E’ ora che anche a livello locale si cominci a parlare di abbattimento dei costi della politica: tutto il top management dell´Atac di quanto ha rivisto i propri appannaggi in virtù del disastrato bilancio dell´azienda?», chiede Luigi Scardaone, segretario generale della Uil di Roma e del Lazio. Sulla stessa linea la Cisl. «Ancora una volta l´inadeguatezza della politica scarica i costi sui romani. Chiediamo un confronto serio al sindaco Alemanno – dice il segretario generale Mario Bertone – La strada da seguire, lo abbiamo ribadito molte volte, è quella di abbattere i costi della politica e gli sprechi». «Un balzello frutto della mala gestione dell´azienda, che si vorrebbe far pagare ai cittadini», ribadisce Giancarlo Torricelli, coordinatore Sel Area metropolitana di Roma. Critiche anche dalla compagine di maggioranza. «Non si possono aumentare abbonamenti e ticket e far viaggiare i passeggeri stipati su bus privi di aria condizionata e maleodoranti», dice chiaro e tondo Samuele Piccolo, vicepresidente dell´assemblea capitolina. «Questa sarebbe la soluzione per salvare l´Atac? Far pagare ai romani un biglietto il 50% in più per viaggiare nel modo barbaro che è sotto gli occhi di tutti? Davvero Alemanno pensa di rivincere le elezioni in questo modo?», chiede anche Veronica Cappellaro, Pdl, presidente della commissione regionale Cultura. «Spero che il piano industriale varato dal cda dell´Atac non consista solo nell´aumento del biglietto, perché altrimenti significherebbe scaricare sugli utenti le fallimentari gestioni dell´azienda», dice Donato Robilotta, coordinatore dei Socialisti riformisti del Pdl. «E’ inconcepibile che siano ancora una volta gli utenti del servizio pubblico a pagare i danni di una gestione scellerata di Atac e i costi di Parentopoli», dichiarano il capogruppo e segretario regionale dell´Idv Vincenzo Maruccio e il consigliere regionale Giovanni Colagrossi. «Gli amici di Alemanno assumono cubiste e i romani pagano. Una vergogna planetaria», protesta il consigliere comunale Pd, Paolo Masini.

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