24 Gennaio 2012

Sì ai risarcimenti per l’arsenico nell’acqua I comitati: più chiarezza

Sì ai risarcimenti per l’arsenico nell’acqua I comitati: più chiarezza

Caos acqua all’ arsenico: dopo la sentenza del Tar che ha accertato i danni alla salute subiti dai cittadini, il Codacons annuncia la richiesta di un megarisarcimento per un milione di abitanti del Lazio e diffida la Regione Lazio e i ministeri dell’ Ambiente e della Salute dal continuare a erogare il flusso idrico con contenuti di arsenico superiori alla norma. L’ Asl Rm H, a tal riguardo, fa sapere che «solo in alcune zone dei comuni di Anzio, Lariano e di Velletri ci sono valori di arsenico superiori ai 10 microgrammi litro, ma l’ erogazione dell’ acqua potabile è legale perché l’ Unione europea ha concesso una deroga per il 2012 che porta il limite a 20 microgrammi litro». Secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, invece, la sentenza del Tar avrebbe annullato ogni deroga. Nel dispositivo della sentenza, comunque, almeno per la parte che riguarda i Castelli Romani si legge che «Il risarcimento di 100 euro è stato concesso perché per 73 giorni, tempo intercorso dalla scadenza della vecchia deroga della Ue alla concessione di quella nuova, i cittadini sono stati costretti a bere acqua con contenuti di arsenico superiori ai 20 microgrammi litro». Su queste vicende burocratiche bisognerà fare immediatamente chiarezza anche perché ancora una volta non si capisce bene quali siano i limiti previsti per legge e i cittadini sono sempre più disorientati. Il Tar nel dispositivo della sentenza invece ha chiarito molto bene che «le tariffe richieste dai gestori devono essere commisurate alla qualità dell’ acqua e del servizio erogati». Questo assunto rafforza la posizione delle associazioni e dei comitati che si stanno battendo per la riduzione del costo delle bollette. Sabato prossimo a Grottaferrata il comune, in accordo con i comitati dell’ Acqua pubblica dei Castelli Romani ha convocato una riunione a cui sono stati invitati tutti i sindaci del territorio. «Non si può più temporeggiare – afferma Mauro Tomboletti, consigliere comunale dell’ Idv nel comune di Grottaferrata – Il nostro è stato un territorio di acque, ma oramai la risorsa è ridotta al lumicino. I comuni devono affrontare i problemi della qualità e della gestione delle acque in ambito territoriale se non si vogliono subire danni ancora più gravi di quello dell’ arsenico». I comitati dell’ Acqua pubblica hanno annunciato per i prossimi giorni una mobilitazione di massa a difesa delle risorse naturali e dei diritti legittimi dei cittadini. RIPRODUZIONE RISERVAT

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