10 Gennaio 2005

Sigarette spente ma polemiche accese

Sigarette spente ma polemiche accese


I gestori minacciano il ricorso al Tar: «Non faremo gli sceriffi». Sirchia: «La gente è stanca di essere intossicata»


Roma
NOSTRA REDAZIONE

Naso in allerta, i primi blitz del Codacons, per vigilare sull`applicazione delle nuove norme in bar e ristoranti, scatteranno all`ora di pranzo. E chi fumerà in barba alla legge, sarà perduto. Ma, a quell`ora, il divieto di fumare in tutti i locali pubblici sarà scattato già da ore: la circolare del ministro della Salute, Sirchia, che mette al bando sigarette e sigari in locali, luoghi di lavoro, negozi, uffici pubblici e persino discoteche, è scattata un secondo dopo la mezzanotte. Da quel momento, per i patiti del tabacco non è rimasta che la possibilità di succhiare voluttuosamente fumo all`aperto, oppure nei locali muniti degli impianti di riciclo dell`aria previsti dalla legge: una infima minoranza, giacché si stima che i lavori di adeguamento oscillino, in media, tra i 20 e i 30 mila euro. Per i trasgressori, sono previste multe tra i 27,5 e i 275 euro (il doppio, se si fuma in presenza di bambini o donne incinte).

Stime considerate ottimistiche dicono che, tra gli esercizi associati a Confesercenti, solo il 6 per cento si è già attrezzato o ha intenzione di farlo. In realtà, solo il 2 per cento di ristoranti, pub, bar e discoteche sarebbe già pronto ad ospitare gli irriducibili della sigaretta. Per gli esercenti che non faranno rispettare i divieti nei loro locali la multa oscillerà tra i 220 e 2.200 euro. E converrà non fare i furbi, fingendo di avere installato impianti di riciclo dell`aria a norma di legge: qualora il condizionamento risulti inadeguato, arriverà una mazzata oscillante tra i 330 e i 3.300 euro.

Ciò stabilito, polemiche, proteste, minacce di disobbedienza civile e di «resistenza passiva» sono un fiume in piena, al quale fanno da sponda le associazioni dei consumatori che, al contrario, esigono la puntuale applicazione di una legge che, a parere dei non fumatori, si è fatta fin troppo attendere. L`Associazione Fumatori Cortesi, di cui fanno parte anche Dario Fo e Dino Zoff, ha invece tenuto, ieri sera, l`ultima grande serata «smoking» a Milano, dandosi appuntamento in un locale nei pressi di piazza del Duomo, per aspirare in pace le ultime boccate. La prima trasgressione di massa del divieto-Sirchia è invece in programma cinque minuti dopo la mezzanotte.

Le associazioni dei pubblici esercizi, dopo avere chiesto inutilmente una proroga di sei mesi, si preparano a presentare un ricorso al Tar, contestando in particolare l`obbligo di denuncia, che trasformerebbe gli esercenti in una sorta di sceriffi antifumo. «In nessun altro Paese europeo si scarica sui gestori il ruolo di delatori-denuncianti», afferma il segretario generale della Fipe, Sommariva, che annuncia: «Boicotteremo la legge». Ma il ministro Sirchia non vacilla, persuaso com`è che gli italiani, «a parte pochi irriducibili», siano dalla sua parte. «La popolazione – assicura – è stanca di essere intossicata dal fumo dove lavora e dove si diverte e quindi abbiamo il dovere di seguire questo orientamento», dice. E aggiunge: «Vogliono presentare ricorso al Tar? Fanno bene, lo facciano pure, ma si tratta solo di polemiche strumentali e chiacchiere inutili che cercano di frenare una legge che, comunque, entrerà in vigore». La legge assicura il ministro, «non è ispirata al proibizionismo. Questa legge – spiega – nasce soprattutto per difenderci dai danni del fumo passivo. Come effetto, probabilmente, la legge avrà anche quello di esercitare una pressione sui fumatori attivi, che in parte smetteranno o ridurranno il numero delle sigarette fumate. Ma sostanzialmente il nostro fine è quello di assicurare a tutti la libertà di non respirare gas altamente nocivi come dimostrano numerose ricerche scientifiche, secondo cui l`87 per cento di tutti i tumori del polmone e l`82 di tutti i casi di enfisema polmonare sono dovuti alle sigarette».

Anche nei Palazzi della politica sono stati adottati provvedimenti per adeguarsi al divieto di fumo. Il presidente della Camera, Casini, ha inviato una lettera a tutti i colleghi per informarli che anche a Montecitorio si darà «puntuale applicazione alla normativa» e che confida «nella collaborazione di tutti». Ai deputati che non possono proprio farne a meno, verranno riservati appositi spazi con aspiratori collegati all`esterno. Anche al Senato, i commessi sono stati autorizzati a riprendere i senatori trasgressori, mentre si stanno individuando dei luoghi separati dove poter fumare.


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