Sigarette, sfuma il rincaro delle accise Niente balzelli per chi sbarca sulle isole
Olivia Posani ROMA DOPO il pasticcio del Salva-Roma e la reprimenda di Giorgio Napolitano, Palazzo Chigi ha fatto un attento lifting al decreto Milleproroghe scremando le misure giudicate «incoerenti» e snellendo quelle già approvate durante il consiglio dei ministri di venerdì scorso. E il renziano Dario Nardella, dopo aver pubblicato l’ elenco dei contributi, commenta in un tweet: «Ecco alcuni provvedimenti-mancia (marchetta?) approvati. È questa la strada giusta?». L’ operazione-lifting ha portato il presidente della Repubblica ad autorizzare la presentazione del provvedimento alle Camere. Due le novità più importanti. Innazitutto non scatterà l’ aumento dello 0,7% delle accise sul tabacco e sui suoi succedanei. Pertanto dovrebbero salvarsi anche le sigarette elettroniche. Ed è saltata anche la tassa di sbarco sulle isole minori: fino a 2 euro a 50 a passeggero. IN REALTÀ sulle sigarette in Parlamento si è fatta molta confusione. Prima è stato previsto un aumento della tassazione, poi si è pensato di ridurre le accise per evitare il crollo delle entrate legato anche all’ aumento dell’ Iva al 22% (-500 milioni nei primi tre mesi del 2013). Alla fine il compromesso: nessun taglio e nessun aumento. Il lavoro del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giuseppe Patroni Griffi, ha avuto come obiettivo quello di ottenere la massima omogeneità delle norme, evitando l’ annuale assalto alla diligenza nell’ ultimo minuto possibile. Pertanto il provvedimento (l’ ultimo che si approva prima della fine dell’ anno) è stato diviso in due decreti: uno riguarda le proroghe, l’ altro le misure urgenti (fondi per garantire la funzionalità degli enti locali, infrastrutture, trasporti, opere pubbliche, interventi per le calamità). Il Milleproroghe sarà dunque il banco di prova del nuovo corso che si sono impegnati a seguire i partiti, bruciati dalla figuraccia del Salva-Roma. A PARTE le sigarette e le tasse di sbarco, sono state confermate le altre misure importanti del provvedimento: dalla Web tax posticipata a luglio, agli sfratti, al bonus mobili, alla gestione commissariale della Costa Concordia (sarà più lunga), al contributo di 25 milioni per l’ Expo 2015, agli affitti d’ oro della Pubblica amministrazione (le amministrazioni potranno recedere dai contratti di locazione passiva entro il 30 giugno), al divieto di incroci tra Tv e giornali. Confermata anche la stabilizzazione dei precari delle regioni. Il tema degli sfratti continua a far discutere. Il governo li ha rinviati di 6 mesi per gli inquilini con reddito inferiore ai 21 mila euro. «Così non si risolve il problema di chi non può pagare per la crisi», accusa il Codacons.
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