1 Marzo 2005

Sigarette, per il Tar distributori chiusi di notte

La seconda sezione del Tar del Lazio, accogliendo il ricorso del Codacons, ha disposto la chiusura dei distributori automatici di sigarette nella fascia oraria compresa tra le 7 del mattino e le 23. La chiusura era stata già ordinata dai Monopoli di Stato con una circolare annullata da un secondo provvedimento, emesso nel gennaio 2005, con i quale si autorizzava l?utilizzo dei distributori automatici nelle ore e nei giorni di chiusura dei rivenditori autorizzati.
Accogliendo le tesi del Codacons, il Tar ha stabilito la chiusura dei distributori di sigarette, ?considerato che la tutela dei minori è prioritaria e che la chiusura degli esercizi è diretta a vietare l?acquisto dei tabacchi ai minori di anni 16?. La Federazione italiana tabaccai impugnerà davanti al Consiglio di Stato l?ordinanza con la quale il Tar del Lazio ha ordinato la chiusura dei distributori automatici di sigarette.?Il testo dell?ordinanza – afferma la Fit – non è conosciuto dalla Federazione italiana tabaccai, perché ancora non depositato in cancelleria. Ove fosse conforme alle dichiarazioni del Codacons, la Fit intende impugnarlo al Consiglio di Stato per difendere gli interessi della categoria?.
I tabaccai sono invitati, precisa la Fit, ?ad attenersi alla disposizione dell?Aams facendo funzionare i distributori regolarmente fino a diverso avviso da parte degli ispettorati compartimentali dell?amministrazione stessa?. Ma ripercorriamo le tappe della vicenda dei distributori automatici di sigarette. A seguito degli accordi intercorsi con i rappresentanti del Governo nell?ambito delle trattative per la legge finanziaria per il 2005, la direzione generale dei Monopoli di Stato ha emanato una circolare con la quale, nelle more della diffusione della carta di identità elettronica, si autorizzava dal primo gennaio 2005 l?uso dei distributori automatici di sigarette nelle ore di chiusura e nei giorni di chiusura delle rivendite di riferimento. In tali orari e in tali giorni dunque, il distributore può operare anche se sprovvisto di lettore di carta di identità elettronica. Per l?introduzione di tali lettori sarà studiato un protocollo tecnico che dovrà essere riconosciuto dall?amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Un obiettivo raggiunto grazie alle forti pressioni della Federazione italiana tabaccai ccon la serrata trattativa con il ministero dell?Economia .
Poi l?intervento della magistratura amministrativa e nuovo fumo sulla complicata vicenda della vendita delle sigarette. Per quanto riguarda invece le vendite di sigarette dopo l?entrata in vigore della legge Sirchia, i dati forniti dall?Assotabaccai-Confesercenti sono fortemente indicativi dell?impatto sulle vendite della normativa in questione: calo stimato del 19,3 per cento (a fronte del 23 per cento registrato nei primissimi giorni di gennaio) sul territorio nazionale. Questo corrisponde ad una diminuzione del ricavo in media di circa 370 euro perciascun esercizio. Secondo Confesercenti, ??ogni fumatore ha comprato nel mese di gennaio sei pacchetti di sigarette in meno. Per l?Erario la perdita del gettito stimabile (Iva più accisa pari al 75 per cento del prezzo) è di 163 milioni di euro per il primo mese di applicazione della legge??. L?articolazione territoriale della diminuzione di venditevede le regioni settentrionali registrare un meno 14,2 per cento, il Centro 23,7 per cento ed il Sud 20 per cento. Diversi i dati forniti dalla Fit-Confcommercio che smentisce categoricamente le cifre fornite dall?associazione ?rivale?. è stato ??solo dell?11 per cento e non del19,3 per cento il calo delle vendite di sigarette, a quantita?, nel mese di gennaio?.
Con questo dato la Federazione italiana tabaccai smentisce ??nel modo più assoluto l?attendibilità dei dati di caduta dei consumi di tabacchi Le vendite a quantità a gennaio – secondo la Fit – sono passate da 7 milioni 680mila chilogrammi del 2004 a 6 milioni 800mila del 2005 e l?aggio (cioè la percentuale) percepito complessivamente dalla categoria, considerati gli aumenti di tariffa, è salito da 109,1 a 110,3 milioni di euro??.

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