4 Settembre 2013

Sigarette elettroniche, metalli pesanti fuori controllo

Sigarette elettroniche, metalli pesanti fuori controllo

Marta Strinati Non c’ è pace per gli svapatori. Dopo che a giugno il Salvagente aveva denunciato una presenza eccessiva di arsenico e di altri metalli pesanti nelle ricariche di sigarette elettroniche in vendita in Italia e, qualche giorno fa è stata la Francia a mostrare una presenza di sostanze potenzialmente cancerogene nel fumo elettronico, ora è di nuovo il settimanale dei consumatori italiano a sollevare pesanti interrogativi. E lo fa con un test su 30 liquidi per e-cig pubblicato sul numero in edicola da giovedì 5 settembre e da oggi nel nostro negozio on line . Un’ analisi, commissionata dal Salvagente all’ Università Federico II di Napoli, infatti, scopre la presenza di piombo, arsenico, cromo e altri metalli pesanti. Troppo cromo e rame In due casi (Puffit e DKS), sottolineano dal settimanale, emergono per esempio concentrazioni di cromo più alte della media del campione e in un altro lo stesso accade per il rame (Genesis). Altrettanto indefinite sono le conseguenze per la salute inalando questi metalli: contaminanti naturali o di derivazione antropica, che oltre certe concentrazioni – attesta la letteratura scientifica – esercitano un’ azione tossica sulla salute, specie per effetto dell’ accumulo, e sono considerati concausa di varie patologie cronico-degenerative. Ragioni sufficienti a dettare limiti in ogni settore di consumo: alimentare, cosmetico, farmacologico, ambientale. Assenza di indicazioni Nonostante ciò, per la sigaretta elettronica non vi sono indicazioni. Di più, ancora è da dimostrare in quale misura le sostanze presenti nel liquido migrano nel vapore, e quale frazione ne viene assorbita dall’ apparato respiratorio, altamente vascolarizzato, mediante l’ inalazione. In mancanza di parametri specifici, si può tentare una valutazione della contaminazione confrontandola con quella definita per le acque imbottigliate e con i livelli medi rilevati nel sangue e compatibili con uno stato di salute buono, come codificati dall’ Iss. Arsenico fuori controllo In base a questi parametri, nel test del Salvagente, i risultati non sono certo tranquillizzanti: per il piombo i 30 prodotti vanno sempre oltre la soglia fissata per l’ acqua, e in 12 casi superano anche la concentrazione media nel sangue degli italiani. Per l’ arsenico, invece, a sforare entrambi limiti sono in 20. Urge una normativa Anche se le evidenze sull’ impatto sulla salute dell’ uso regolare della sigaretta elettronica sono ancora controverse, in Francia come in Italia la richiesta è chiara: nessun pregiudizio sulla sigaretta elettronica, ma una normativa per garantirne la qualità è necessaria. Guarda il video di presentazione Il Codacons: “Vanno ritirati dal mercato” Proprio a seguito dell’ inchiesta del Salvagente il Codacons ha chiesto il ritiro dal mercato delle sigarette elettroniche. “Il vero problema è l’ assenza di una normativa che regolamenti il settore delle e-cigarettes e dei liquidi, nel quale regna il vero e proprio caos – dice il presidente Carlo Rienzi – In attesa di regole certe, il ministero della Salute e i Nas devono compiere analisi a tappeto su tutti i liquidi per sigarette elettroniche venduti in Italia, acquisendo i prodotti all’ interno dei tanti punti vendita in franchising presenti sul territorio. Tutti i liquidi che possono rappresentare un pericolo per la salute devono essere ritirati dal commercio con effetto immediato, sulla base del principio di precauzione e a tutela dei consumatori”.

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