7 Gennaio 2005

Sigarette, braccio di ferro ribelli-salutisti

Sigarette, braccio di ferro ribelli-salutisti


Da lunedì il divieto, ma si parla già di una legge in difesa dei fumatori




ROMA. I fumatori ribelli hanno già preparato tutto. Non appena il divieto di fumare entrerà in vigore – dalla mezzanotte di domani – faranno irruzione in un locale del centro di Milano, con le sigarette accese in bocca. E poi succeda quel che deve succedere, perché da quel momento la protesta sarà appena iniziata. Subito dopo verrà presentata una legge «bipartisan» che si propone di «difendere» i 12,5 milioni di fumatori italiani, quasi fossero una specie in via di estinzione, ma non nei locali aperti al pubblico. Il deputato Michele Cossa della Cdl e il collega del centro-sinistra Carla Mazzucca stanno preparando una norma a tutela dei fumatori, soprattutto nei luoghi di lavoro prevedendo ?aree e spazi? al coperto dove fumare senza dover scendere in strada o nel cortile. «Quella di Sirchia è una legge proibizionista, che emargina socialmente i fumatori», protesta Giuliano Bianucci, presidente dell?Associazione fumatori cortesi e tolleranti, per il quale le nuove norme penalizzerebbero anche «i proprietari di locali che vorrebbero attrezzarsi ma non ce la fanno». Probabilmente finirà come negli Stati Uniti, dove il divieto di fumare in locali e uffici venne accolto da numerose proteste salvo poi essere accettato e rispettato da tutti. Nel frattempo però le polemiche non accennano a diminuire e a tre giorni dall?entrata in vigore della legge, da lunedì 10 gennaio, ci si prepara a combattere anche a colpi di carta bollata. Da entrambi i fronti si annunciano infatti ricorsi al Tar e esposti alla magistratura, insieme alla nascita di sportelli dove avere informazioni o denunciare gli esercenti che non fanno rispettare il divieto. La Fipe ha annunciato di aver pronti due ricorsi. Uno di questi riguarda l?obbligo per i titolari di bar, ristoranti, discoteche e quant?altro di trasformarsi in «sceriffi» avvertendo le forze dell?ordine se un cliente si rifiuta di spegnere la sigaretta. Ma a far paura ai fumatori sono anche gli effetti che il divieto potrebbe avere sui luoghi di lavoro. Visto che molti uffici e aziende non hanno aree attrezzate appositamente, chi vuole fumare una sigaretta sarà costretto a farlo per strada nei cortili. Un vizio che rischia di costare caro ai fumatori: «Già circolano iniziative di decurtare le buste paga conteggiando il tempo perso», dice infatti Bianucci. All?offensiva dei ribelli, risponde il Codacons, che prende di mira la circolare dei Monopoli che consente la libera apertura delle macchinette distributrici di sigarette quando le tabaccherie sono chiuse. In un esposto alle procure di nove capoluoghi siciliani il Codacons chiede l?apertura di indagini. L?Associazione dei consumatori ha istituito un centralino (0637513978, dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17) per denunciare gli esercenti che non rispetteranno le nuove regole. Per chi vuole informazioni sulla legge e un aiuto su come smettere di fumare, c?è il numero del ministero della Salute: 80057166.

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