11 Gennaio 2005

Sigarette addio


La prima trasgressione a Napoli, un minuto dopo la mezzanotte
Fumatori pronti a un referendum contro la legge proibizionista

Poche multe e qualche blitz




Roma. È scattato il divieto, e non si fermano le proteste. E come se non bastasse, Sirchia – incassata questa legge – annuncia un «giro di vite anche sull?alcol. La giornata di ieri ha rappresentato il primo vero banco di prova per i fumatori, costretti per legge a rinunciare alla sigaretta in tutti i locali pubblici e aperti al pubblico. Il divieto ha colpito il Transatlantico della Camera, dove sono spariti tutti i posacenere, ma non quello del Senato, dove ancora non sono pronte le sale fumatori. Ma più in generale, ieri, niente tabacco dopo il caffè, o dopo una cena al ristorante. In molti si sono adeguati, rassegnati a fumare fuori, all?aperto, dove ancora si può. Ma sono tanti anche quelli che non ci stanno. Ed ecco già la proposta di un referendum abrogativo. «Rispettiamo l?assunto che la libertà personale finisce dove inizia la libertà dell?altro. Per questo chiediamo che sia il libero mercato, e non l?Inquisizione di Stato, a decidere cosa accadrà». Marino Pessina è il presidente dell?associazione «Io fumo», nata «grazie» alla legge Sirchia. L?associazione ha in mente di proporre un referendum contro la legge antifumo, da estendere anche alla legge dell?83 che vieta la pubblicità ai prodotti da fumo. «Chiediamo», spiega Pessina, amante del sigaro ed esperto degustatore di tabacco, «che siano i singoli titolari dei locali pubblici a decidere se nei loro esercizi si potrà o meno fumare, lasciando così agli utenti la scelta se entrare oppure no in quel locale». «È una grande battaglia di libertà», dice Pessina. «Se ogni fumatore italiano troverà un non fumatore democratico e rispettoso delle libertà personali da portare alle urne, vincere il referendum è una cosa possibile». La prima giornata di divieto è comunque andata relativamente bene, nessun gestore di locale si è trasformato in «sceriffo», cosa che gli esercenti temevano e temono di dover fare per evitare salatissime multe, e nella maggior parte dei casi i fumatori hanno spento la sigaretta prima di entrare in bar e ristoranti. E il ministro della Salute? Si dice soddisfatto, perché «la legge migliora la salute degli italiani», e annuncia che la prossima iniziativa allo studio del ministero della Salute sarà finalizzata a combattere l?abuso di bevande alcoliche, soprattutto tra i giovani.
La prima multa è stata elevata a Napoli un minuto dopo la mezzanotte dell?altra sera – un record sulla cui autenticità sarebbero pronti a scommettere in pochi – a un ragazzo che fumava in un bar. Per tutta la giornata poi i controlli sono stati molti in tutte le città, e poche le contravvenzioni. In generale, gli italiani si sono mostrati rispettosi del divieto, ma alcune associazioni di consumatori hanno voluto comunque far da giustizieri. Come Carlo Rienzi, del Codacons, che ieri a Roma ha messo alla prova un cameriere di un bar in piazza del Popolo. Un socio del Codacons è entrato fumando e si è rifiutato di spegnere la sigaretta all?invito del cameriere, che è poi stato denunciato dall?associazione per non aver chiamato le forze dell?ordine. Che, guarda il caso, sono state invece chiamate proprio da Rienzi.
Il generale Emilio Borghini, comandante del Nas dei carabinieri, spiega che le forze dell?ordine non si accaniranno: «Occhio vigile», dice, «ma niente blitz. Il nostro è un atteggiamento di collaborazione con le persone, che occorre diventino più mature; e avremo anche una funzione educativa».
Al Senato e alla Camera (dove verranno creati angoli per fumatori), c?è un piccolo problema, perché una piena applicazione della legge sarà comunque impossibile. Il principio della «autodichia» (cioè dell?autonomia di giurisdizione) impedisce alle forze dell?ordine di svolgere le proprie funzioni all?interno dei palazzi parlamentari. D?altro canto, i commessi non hanno lo status giuridico per la riscossione delle multe ai trasgressori. Così, non resterebbe – sembra – che una via: quella dei provvedimenti disciplinari per i dipendenti. Ma solo per i dipendenti dell?amministrazione.

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