28 Giugno 2013

Sigaretta elettronica vietata a scuola

Sigaretta elettronica vietata a scuola

DA ROMA BICE BENVENUTI I talia e Francia introducono limiti per le sigarette elettroniche. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato di avere firmato l’ ordinanza che le vieta per i minori e all’ interno delle scuole, aderendo al parere del Consiglio Superiore di Sanità. L’ ordinanza, che obbliga così anche tutti coloro che lavorano o entrano nelle scuole e nei centri di formazione professionale, a non fumare, è stata firmata nei giorni scorsi. «Non vogliamo dire che le sigarette elettroniche siano più pericolose della sigaretta normale ma – ha spiegato – non vanno utilizzate come strumenti innocui. Bisogna essere informati su cosa si usa», ricordando che «un conto sono acqua e aromi, ma se c’ è nicotina questa può creare dipendenza». Anche il parlamento francese ha votato un’ emendamento che vieta l’ utilizzo delle sigarette elettroniche per i minori di 18 anni, nell’ ambito del progetto di legge sui beni di consumo. La ministra francese della Sanità, Marisol Touraine, ha spiegato che la sigaretta elettronica non è «un prodotto banale» e «incita a fumare», aggiungendo che sta pensando a un divieto anche nei luoghi pubblici oltre a una circolare che ne vieti la pubblicità, come per le sigarette tradizionali. Ma nei confronti della e-Cig il fronte è ancora aperto. Oltre alla tassazione in arrivo il ministro della Salute sta predisponendo un provvedimento legislativo per «regolamentare la disciplina dell’ etichettatura e della pubblicità dei prodotti contenenti nicotina utilizzati come ricariche delle sigarette elettroniche». Tassello dopo tassello, dopo il boom del business e del fenomeno, si delinea sempre più il quadro normativo per l’ utilizzo del dispositivo alternativo alle bionde. Ma il Codacons si dichiara insoddisfatto. È «assolutamente insufficiente», per il Codacons, l’ ordinanza del Ministro della Salute. «Le e-cigarettes vanno vietate in tutti i luoghi pubblici, al pari delle normali sigarette – afferma il Presidente Carlo Rienzi – e non si capisce infatti il criterio per cui siano ritenute dal Ministero pericolose, e quindi da vietare, all’ interno delle scuole, ma non in altri luoghi aperti al pubblico. Non servono provvedimenti ad hoc da parte del Ministro, come l’ ordinanza emessa oggi – prosegue Rienzi – ciò che serve è applicare le norme vigenti sui prodotti da fumo anche alle sigarette elettroniche, così da estenderne automaticamente i divieti».

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