29 Maggio 2019

Siderurgico, colpo di scena Costa ascolta Melucci e ordina una nuova Aia

accolta la richiesta del sindaco che rivendica misure più severe
TARANTO La salute dei tarantini va salvaguardata e protetta. Le statistiche degli ultimi anni indicano che a Taranto morbosità, mortalità e incidenza di malattie e tumori legati alle attività industriali sono in eccesso rispetto al resto d’ Italia. Se ne è convinto anche il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, dopo aver ricevuto l’ istanza del sindaco. Rinaldo Melucci chiedeva la revisione dell’ Aia concessa all’ ex Ilva, ora Arcelor Mittal, «al fine di stabilire condizioni di esercizio più severe per acclarati motivi sanitari». Avant’ ieri sera, quindi, il ministro ha firmato il decreto che autorizza il riesame dell’ autorizzazione integrata ambientale di cui al Dpcm del 29 settembre 2017 «al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie». Da questo punto di vista ripensare il piano ambientale significa modificare gli assetti produttivi e gli impianti, introducendo la valutazione preventiva dei danni alla salute. E su questo terreno i tarantini attendono di conoscere ufficialmente le iniziative di Arcelor Mittal, anche se la settimana scorsa hanno appreso casualmente che l’ ad Matthieu Jehl ha illustrato al presidente della Regione Michele Emiliano il rifacimento di Afo5 secondo una tecnologia innovativa sperimentale che ridurrebbe drasticamente le emissioni. Il sindaco di Taranto ha chiesto il riesame perché i risultati del rapporto di valutazione del danno sanitario (Vds) elaborati da Arpa Puglia e Asl Taranto hanno evidenziato un «rischio residuo non accettabile per la popolazione, anche a valle del completamento degli interventi previsti dal decreto di riesame dell’ Aia 2012». Il ministro ha accolto questa impostazione sottolineando che «è un dovere procedere al riesame, lo dobbiamo ai cittadini e ai lavoratori». Immediate le reazioni. «Dall’ analisi dei dati ricevuti in queste settimane – commenta il sindaco Melucci – era evidente che per raggiungere obiettivi concreti per tutelare la salute dei cittadini la strada giusta fosse quella del riesame della vigente Aia. Sono molto soddisfatto che il proficuo confronto sviluppatosi ormai da mesi con il ministro Costa abbia prodotto in così pochi giorni un celere accoglimento della nostra istanza». Lunetta Franco, di Legambiente, afferma di essere «soddisfatta che si ponga mano al piano ambientale da noi ritenuto insufficiente. Guardiamo con grande interesse alla riapertura e ci aspettiamo che venga corretto in direzione della protezione della salute e dell’ ambiente». Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, afferma che «finalmente si potrà fare chiarezza sui dati dell’ inquinamento ambientale, e qualora si registrassero dati non conformi ai parametri consentiti sarebbe giusto adottare tutte le misure necessarie per eliminare le fonti inquinanti». Giuseppe Romano, segretario della Fiom, sottolinea che «per modificare l’ Aia sul piano sanitario devi mettere mano agli impianti. Il problema è che tipo di prescrizioni aggiuntive ci saranno». Giovanni Vianello, deputato dei 5 stelle, commenta che «la revisione dell’ Aia è un passo importante». «Finalmente qualcosa si muove sul fronte della tutela della salute dei cittadini» è il commento di Carlo Rienzi, presidente del Codacons.

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