Sicurezza stradale, Italia bocciata dall`Ue
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Tutto male tranne il Tutor in autostrada
L`Italia è al quintultimo posto in Europa per quanto riguarda la sicurezza stradale. Fanno peggio soltanto Portogallo, Spagna, Slovenia e Ungheria. Lo dice lo studio presentato ieri sulla situazione di tutta l`Unione dal Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti (Etsc) di Bruxelles, che boccia sonoramente la Penisola per il grado di sicurezza raggiunto sulle strade. Fatto salvo il Safety Tutor, il sistema di controllo e sanzioni automatiche installato da Autostrade per l`Italia, che secondo l`Etsc “ha ridotto di oltre il 50% la mortalità sulla rete autostradale“. Lo studio del Consiglio europeo analizza la situazione di 16 Paesi: le strade più sicure sono in Svizzera (fuori dall`Ue), Danimarca, Olanda e Gran Bretagna, dove mediamente muoiono due persone ogni miliardo di chilometri percorsi. Segue il gruppo di Svezia, Francia, Irlanda, Germania e Finlandia, con quattro morti ogni miliardo di chilometri percorsi. E si passa infine a Italia, Austria Norvegia, Belgio, Repubblica Ceca, Portogallo e Spagna, tra i 4 e i 7 morti. L`Italia sfiora i 6 deceduti per miliardo di chilometri, ed è al quintultimo posto. Lo studio trova tuttavia parole di elogio per il Tutor, attivato il 23 dicembre 2005 da Autostrade per l`Italia e a oggi operativo su 1.200 chilometri di rete autostradale. Il Tutor, tramite un sistema di telecamere e sensori, calcola la velocità media dei veicoli, generando automaticamente multe in caso di superamento della velocità consentita: ciò avviene ormai su tutta la tratta autostradale tra Bergamo e Milano, sia su una carreggiata sia sull`altra dell`A4. Secondo l`Etsc grazie al Tutor il tasso di mortalità è stato ridotto sulle autostrade italiane del 50,9%, confrontando il periodo settembre 2005-agosto 2006 con settembre 2006-agosto 2007. A fronte di questo dato il Codacons ha chiesto ieri di estendere le tratte autostradali coperte da Tutor. Sulle strade dell`Ue si raggiungono i 3.200 morti all`anno, ma il problema principale è la forte differenza che ancora passa tra un Paese e l`altro. La Commissione europea vorrebbe vincolare eventuali fondi per nuove infrastrutture a investimenti già effettuati per la sicurezza stradale.
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