14 Settembre 2018

Sicurezza scuole, la Sicilia resta immobile solo il 18% di esse costruite con criteri antisismici

il 70% degli istituti edificati prima del 1970 e per il 54% di essi manca la certificazione di collaudo statico
segue da pagina 1 Partiamo dai collaudi statisti che sono la cartina di tornasole del benessere di una struttura, in buona sostanza del suo “stato di salute”. Cittadinanzattiva segnalava già nel 2016 che solo il 46% delle scuole siciliane ne era in possesso, quindi meno di un edificio su due. E nel 2017? A distanza di un anno non è cambiato nulla e la cifra è rimasta tale e quale. Per capire quanto sia importante il “collaudo statico” basta andare a prendere la definizione. Il termine collaudo statico, nell’ ambito dell’ ingegneria, si riferisce a un insieme di operazioni messe in atto al fine di accertare e verificare la corrispondenza tecnica e il corretto funzionamento di un’ opera eseguita secondo le prescrizioni del progetto prima che questa sia destinata all’ utilizzo. In poche parole è la verifica che ciò che è stato riportato su carta sia stato eseguito puntualmente. In Sicilia questa sicurezza non la si ha nella maggior parte dei casi. Vero è che sostanzialmente anche le altre regioni più virtuose hanno fatto poco sotto questo aspetto nell’ ultimo biennio ma bisogna considerare che la storia è totalmente diversa rispetto a quella siciliana. In Piemonte e nel Molise si supera il 60 per cento delle scuole che hanno tale certificazioni, si ferma al 53 la Lombardia. Considerando poi l’ anagrafica di 548 edifici scolastici tra Agrigento, Caltanissetta, Messina, Palermo e Ragusa, si scopre che soltanto il 30% è stato costruito dopo il 1975, quindi ancora agli albori della legislazione antisismica,e che appena il 18% è stato costruito secondo criteri antisismici. Eppure l’ 86% si trova in aree a rischio sismico. glio sul ‘Riordino dei Ministeri’ sono state velocizzate le procedure per accedere ai fondi dell’ edilizia scolastica – ha spiegato la senatrice Barbara Flo ridia -. Prima la pratica doveva passare attraverso tre Ministeri, adesso soltanto dal Miur. In passato per accedere ai fondi erano necessari circa due anni, adesso sarà questione di pochi mesi. Inoltre, pochi giorni fa la Conferenza Unificata ha dato il via libera all’ intesa sull’ Accordo promosso dal ministro dell’ Istruzione Situazione complessiva che nell’ Isola ha scatenato il dibattito non solo della politica ma anche degli addetti ai lavori che poi alla fine sono coloro i quali vivono, seppur sotto vari aspetti, la drammaticità della situazione di incertezza strutturale delle scuole: “I dati sulle scuole sono drammatici: edifici non a norma sotto il profilo della normativa antincendio ed edifici non a norma sotto il profilo dell’ agibilità – afferma il segretario del Codacons nazionale, il siciliano Francesco Tanasi -. “I presidi devono bloccare le aperture di quelle strutture che possono rappresentare un pericolo per gli alunni e, in assenza di misure adeguate, il Codacons è pronto a scendere in campo chiedendo a Procure e Prefetti la sospensione degli ingressi nelle scuole e il sequestro immediato degli edifici”. L’ Ance Sicilia, l’ associazione nazionale costruttori edili, rincara la dose attraverso il suo presidente siciliano, Santo Cutrone, e il suo vice Massimiliano Miconi, i quali hanno lanciato un appello al governo regionale: “Sta mostrando davvero volontà e determinazione a ridurre il gap infrastrutturale della Sicilia, affinché, quando ad ottobre il ministero pubblicherà le graduatorie, la Regione stanzi subito risorse aggiuntive ai 272 milioni di euro disponibili, insufficienti a coprire tutti gli interventi proposti, proprio per non deludere gli enti locali che si sono tanto impegnati a rendere sicure le scuole, e per dare presto serenità ai ragazzi, alle famiglie, ai docenti e al personale che ogni giorno varcano la soglia di un patrimonio di edifici scolastici al 60% a rischio sismico e al 70% non agibili”. Non manca la parola dei sindacati confederali in questa delicata vicenda: “Lo Stato deve essere coerente – attacca il segretario della Flc Cgil Pino La Fratta -. Se ritiene obbligatorie le certificazioni allora deve far sì che le stesse vengano rilasciate. Prevedere certificazioni e sanzioni a chi non le ha è kaffkiano. Quindi se le certificazioni non ci sono lo Stato o trova il sistema per farle rilasciare oppure sospenda le sanzioni e le responsabilità che non devono ricadere sulla dirigenza”. Testi e tabella di Michele Giuliano A cura di Dario Raffaele.

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