25 Ottobre 2007

Sicurezza, la rivolta dei sindaci

Sicurezza, la rivolta dei sindaci “Niente modifiche al piano“
Bertinotti: non escludo la repressione ma da sola non basta

I sindaci delle città italiane hanno criticato il rinvio dell`approvazione del “pacchetto sicurezza“. Ma sulle polemiche fra il ministro dell`Interno, Giuliano Amato, e i ministri della sinistra radicale (“non fate gli interessi del Paese“), è intervenuto il presidente della Camera. “Non sono contro interventi repressivi – ha dichiarato Fausto Bertinotti – ma questi, o vanno inseriti in un contesto di bonifica della società, o non ce la facciamo“. I sindaci delle grandi città, invece, premono sull`acceleratore. Il primo cittadino di Firenze e presidente dell`Anci, Leonardo Domenici, ha “auspicato che le proposte del “pacchetto sicurezza“ siano approvate integralmente“. Domenici è “profondamente convinto che in quei provvedimenti non ci sia lesione di diritti costituzionali, ma uno sforzo per tutelare alcuni soggetti più deboli“. Sulla stessa linea anche il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, secondo il quale “nessuno di noi vuol fare lo sceriffo o sostituirsi ai prefetti“. La protesta degli amministratori locali (la maggioranza dell`Ulivo), per i sette giorni di tempo che il premier Romano Prodi s`è preso “per aumentare i consensi in Cdm sul “pacchetto sicurezza““ s`è levata, ieri, proprio mentre Amato siglava al Viminale un accordo con il ministro dell`Interno della Romania per l`espulsione dei suoi cittadini che creino problemi di “sicurezza pubblica“. E mentre il sindaco di Roma, Walter Veltroni, annunciava che “fra le 3500 persone arrestate negli ultimi 8 mesi, il 75% erano romeni“. Sarcastico il primo cittadino di Bologna, Sergio Cofferati, che ha espresso “preoccupazione, ma non sorpresa“ per quello che è successo martedì sera a Palazzo Chigi. Critiche più esplicite al governo arrivano dal vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato (An), che ha accusato l`Esecutivo di avere “scarsa sensibilità e idee confuse“. “In questo modo – ha aggiunto – si prendono in giro milioni di italiani perché il pacchetto in discussione al cdm è frutto di un lavoro durato mesi dei sindaci, le antenne che percepiscono il disagio dei cittadini“. In netto contrasto con la posizione dei primi cittadini il Codacons, l`organizzazione dei consumatori, secondo cui “governo e parlamento devono assumersi la responsabilità di stabilire cosa deve essere legale o meno in Italia, e non di lavarsene le mani consentendo ai sindaci di stabilirlo al loro posto“. Il Codacons ha poi invitato gli amministratori delle città a “rispettare le leggi vigenti, a cominciare da quelle che prevedono la mappatura delle aree incendiate: solo il 20 % dei sindaci l`ha fatto“.

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