SICILIANO: IN RAI 18 MESI VISSUTI PERICOLOSAMENTE
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fonte:
- Ansa
DA `MICHELE CHI?` AL MACBETH IN PRIMA SERATA SU RAIUNO
(ANSA) – ROMA, 9 giu – Diciotto mesi tutti in salita, tra
difficoltà di rapporti all` interno e all` esterno dell`
azienda Rai, in particolare col mondo della politica, defezioni
illustri, crisi degli ascolti e qualche `gaffe` personale
rimasta celebre. Quando Enzo Siciliano diventa il primo
presidente della Rai dell` Ulivo (10 luglio 1996), i nemici
politici, ma soprattutto quelli `interni` del famigerato partito
Rai, lo accolgono sbandierando subito una intervista in cui il
neopresidente in tempi non sospetti ammetteva candidamente di
non vedere mai la tv.
L`arrivo del raffinato intellettuale in Rai, coincide in
realtà con una fase delicata di riordino legislativo del
sistema delle telecomunicazioni e i problemi cominciano all`
indomani della nomina e si intrecciano con quelli cronici del
carrozzone Rai.
Pochi giorni dopo la sua nomina, Siciliano `inciampa` nella
prima intervista: a `Repubblica` (di cui però correggerà il
titolo) sostiene che “il Parlamento blocca la Rai“ e scatena
le prime polemiche lasciando intendere che direttori di rete e
testate saranno rimossi.
Subito dopo è la volta del `caso Santoro`, che Siciliano
aveva in parte contribuito ad alimentare con la frase diventata
celebre (e utilizzata dallo stesso Santoro per dare il titolo ad
un suo libro di memorie e riflessioni sulla tv) `Michele
chi?`. La struttura Temporeale, che Santoro dirigeva, viene
soppressa nella riunione del cda che nomina i nuovi direttori e
Santoro “chiede le scuse dell` azienda“. Nonostante un
incontro tra Siciliano e Santoro, il conduttore di Temporeale
abbandona la Rai per Mediaset con strascichi polemici.
Quella di Santoro è la prima di una serie di defezioni e
rinunce, tutte più o meno legate all` insofferenza o delusione
dei protagonisti per il comportamento del nuovo cda: Rodolfo
Brancoli lascia il Tg1, Nuccio Fava declina l` offerta di
dirigere la Tgr, Renzo Arbore rifiuta l`incarico di direttore
artistico della Radio (accettando poi quello di Rai
International), Pippo Baudo torna a Mediaset e anche
Lucia Annunziata (però per problemi di rapporti interni con la
redazione del Tg3) è dimissionaria per 24 ore. Intanto la Rai
ha anche perso per la prima volta un incontro della nazionale di
calcio (Inghilterra-Italia su Tmc).
Inizia anche una vera e propria `colluttazione
dialettica` tra il presidente della Commissione di Vigilanza,
Francesco Storace, e lo stesso Siciliano, che, un anno dopo la
sua nomina, conterà 158 lettere di protesta a vario titolo
inviategli dall` esponente di Alleanza Nazionale.
Ma il problema principale per Siciliano in Rai (`troppo poeta
per guidare un cavallò, è la battuta di Emilio Fede) è
legato agli ascolti, proprio nel momento in cui la concorrenza
diventa più intraprendente. Raiuno si vede superata da Canale
5 nella sfida dei varietà del sabato e nel preserale (é la
prima volta), mentre fallisce l` esperienza dell` informazione
in prima serata con `Novantotto` e il Tg1 viene insidiato dal
Tg5, che il 14 gennaio 1998 lo sorpassa (non era mai successo).
Alcune scelte, ispirate dal presidente e certamente in linea
col ruolo di servizio pubblico, non danno risultati d` ascolto
soddisfacenti (la diretta del `Macbeth` dalla Scala: minimo
storico di Raiuno in prima serata, 1.186.000, share 5,51, ma con
un`opera durata circa quattro ore).
Tra una polemica sulla trasparenza degli stipendi dei
dipendenti Rai (che comunque Siciliano giudica in qualche caso
`immorali`), una contestata apparizione di Roberto Benigni al
Tg1 nel ruolo di spalla del conduttore (che in futuro, per la
verità, sarà ripetuta più volte) e i contrasti su
Radio Parlamento, ci si mette anche il Codacons:
proprio nel giorno delle dimissioni di Siciliano (21 gennaio
1998) chiede al presidente della Rai 25 miliardi di lire per i
danni subiti dalla Lotteria Italia a seguito del flop di
`Fantastico`, lo spettacolo del sabato sera di Raiuno. (ANSA).
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