31 Agosto 2004

Sicilia, caccia al via tra le polemiche

Sicilia, caccia al via tra le polemiche
Domani primo giorno.
Sono 56.400 le doppiette nell`Isola, in aumento i giovani. Controlli inefficaci sul bracconaggio. Protesta Lav

Pronte per sparare, le oltre 56 doppiette siciliane. Domani, infatti, nell`Isola inizierà l`attività venatoria 2004-2005. E anche per quest`anno, i cacciatori isolani imbracceranno prima le doppiette rispetto ai colleghi del resto del Paese i quali, invece, potranno premere il grilletto dal prossimo 19 settembre. In ogni caso, per tutti, il prossimo 31 gennaio 2005 sarà l`ultimo giorno per poter dar sfogo a questa primordiale passione.
Dunque, al via la caccia in Sicilia. Si parte puntando i mirini sul coniglio selvatico, merlo, colombaccio e tortora. Quest`ultima specie, in particolare, potrà essere cacciata, relativamente al periodo che va dall`1 al 15 settembre, esclusivamente nei giorni 4, 5, 11 e 12. Poi, si andrà avanti secondo il calendario venatorio che non prevede alcuna novità, rispetto alla scorsa stagione.
Secondo la Federazione siciliana caccia, sono in aumento i giovani che fanno richiesta di porto d`armi per praticare l`attività venatoria. In particolare, le “giovani doppiette“ emergono dalle province di Palermo, Catania, Messina e Enna. E così lo scorso anno si sono registrati circa 500 nuovi giovani cacciatori. Tuttavia, la categoria chiede alla politica “più rispetto“. E non solo per i 56.400 cacciatori siciliani, ma soprattutto per i controlli sul bracconaggio. «Sono totalmente scarsi – tuona il presidente della Federazione siciliana caccia, Francesco Mistretta -. In alcune province sono affidati a volontari o associazioni. Dovrebbero essere effettuati, invece, da professionisti e non da giovani che spesso non sanno nulla di norme e regolamenti».
Secondo Mistretta si dovrebbe istituire un corpo speciale della Forestale adibito solo ed esclusivamente alla vigilanza venatoria per la repressione al bracconaggio. Poi c`è la questione tasse per esercitare la caccia in Sicilia. Si parla di circa 250 euro l`anno che ogni cacciatore versa nelle casse regionali. Ma non è tanto sulla quantità di denaro sborsata che i cacciatori puntano il dito, ma sul come vengono poi spesi questi soldi dalla Regione. Ancora Mistretta: «In Sicilia c`è la vergogna che i soldi, una volta confluiti nelle casse regionali, si perdono tra i mille meandri; mentre nelle altre regioni vengono destinati solo ed esclusivamente per il rispetto dell`ambiente, al ripristino della selvaggina o al ripopolamento».
L`occasione per rafforzare il dialogo tra la politica, i cacciatori e le varie associazioni animaliste, potrebbe essere il varo del nuovo Piano regionale faunistico venatorio 2005-2009, previsto per il prossimo marzo e che dovrà dettare proprio le nuove regole sul mondo della caccia in Sicilia per i prossimi anni.
Ma al di là delle puntuali polemiche sull`attività venatoria, spesso sterili, un fatto è certo: sulla caccia, in Sicilia, ruotano circa 300 milioni di euro l`anno, oltre 90 armerie, oltre 100 mila cani da caccia, centinaia di professionisti del settore e cosi via dicendo. Un universo che indubbiamente merita un`attenzione che va oltre alle chiacchiere.
Intanto, le guardie regionali Codacons sono pronte ad entrare in azione contro il bracconaggio. Hanno lanciato un`operazione contro gli abusi della caccia, chiamata “Sicilia a salve“. Un`attività animata da una serie di controlli che verranno attuati per l`intera stagione venatoria. Obiettivo: verificare il rispetto dell`ambiente. E così tutti coloro che cacceranno selvaggina vietata o protetta, saranno denunciati dalla guardie alla magistratura. Salvo Saraniti, comandante regionale della guardie Codacons: «Il punto fondamentale è trovare una puntualizzazione a livello legislativo che, al di là delle dispute fra cacciatori ed ambientalisti, sancisca l`interesse della preservazione della natura e della stessa fauna selvatica». Infine, stasera a Catania manifestazione della Lav per protestare contro l`apertura della caccia.

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