18 Gennaio 2002

Siccità e gelo, danni per 250 milioni di euro

Il freddo intenso continua anche nel Friuli-Venezia Giulia: meno 8,1 gradi a Pordenone. A Trieste torna a soffiare la bora con temperature vicino allo zero

Siccità e gelo, danni per 250 milioni di euro

La stima è della Coldiretti che ha già presentato richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale

MILANO – Sono 250 milioni di euro, oltre 484 miliardi di lire, i danni provocati dalla siccità. L?accertamento della Coldiretti è stato veloce e si parla già di procedure avviate per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. L?organizzazione di categoria degli agricoltori ha quindi tracciato il malessere provocato dalle mancate piogge, che a sua volta ha fatto salire alle stelle i prezzi di frutta e verdura in tutta Italia. Per monitorare i gravi danni prodotti da questo inverno così secco e gelido, la Coldiretti ha messo a punto una «mappa delle sete», regione per regione.

Tra le zone più colpite c?è il Piemonte, nell?Astigiano si prevede che il 30-35 per cento delle viti non germoglieranno in primavera. E anche in Lombardia, frumento, orzo, la segale e il mais avranno pesanti sofferenze. In Puglia sono a rischio finocchi, cavolfiori, broccoletti di rapa, lattuga, carciofi e frumento. A Salerno è stata persa completamente la produzione di castagne. «Dobbiamo uscire dal contingente e dire basta alle reti idriche colabrodo che perdono il 30-40 per cento dell?acqua lungo il percorso», ha detto ieri il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni, «e avviare il piano per le infrastrutture proposto dal governo. Dobbiamo guardare l?Europa, e nel rispetto del protocollo di Kyoto, sviluppare energie rinnovabili anche a partire dall?agricoltura, per ridurre l?emissione di anidride carbonica, la principale causa dei cambiamenti climatici».

Ma se da un lato la Coldiretti punta il dito sulla siccità facendola unica responsabile dell?aumento vertiginoso dei prezzi delle verdure, all?Ufficio europeo di consumatori (Beuc), a cui sono federate le associazioni di tutta Europa, continuano a pervenire «un gran numero di reclami relativi agli aumenti dei prezzi registrati dopo l?arrivo dell?euro». Nei mercati i listini dei prezzi segnano cifre da capogiro. A Torino, il radicchio rosso di Treviso, è arrivato a 12,91 euro (25 mila lire al chilo) e le zucchine hanno raggiunto i 6,68 euro (11 mila lire). «Le condizioni climatiche hanno ridotto la produzione di alcune verdure, ma la domanda non è calata», ha detto con tono polemico Franco Podestà, presidente dell?Associazione piemontese grossisti ortofrutticoli, «quindi i prezzi sono saliti sì, ma non di tre o dieci volte come tanti dicono. La gente è libera di acquistare prodotti che costano meno, e poi chi vuole risparmiare comperi i surgelati».

Contro gli aumenti devono intervenire i Nas e i vigli urbani: questa è invece la richiesta della Federconsumatori e del Codacons che sollecitano una maggiore attenzione delle autorità preposte. «Tocca ai vigli urbani», afferma Carlo Rienzi, del Codacons, «fare dei controlli sulle fatture.

Ma a fare danni nei campi, nonostante la stagione dia pochi prodotti all?aria aperta, è anche il gelo. In Lombardia le piante sono gelate dalla galaverna. Il fenomeno di per se affascinante, con le piante che sembrano sculture di ghiaccio, costituisce però anche un pericolo per gli automobilisti, perchè la nebbia gela anche sull`asfalto, creando uno strato che facilita lo slittamento delle ruote. Stando alle previsioni metereologiche, che escludono precipitazioni ancora per alcuni giorni, la galaverna dovrebbe protarsi almeno per tutta la settimana.

E il freddo intenso continua anche nel Friuli-Venezia Giulia. La minima è stata toccata in pianura a Pordenone con 8,1 gradi sottozero. Meno 6,6 gradi a Tarvisio, -6,1 a Tolmezzo, -3,7 a Udine e -1,8 a Gorizia; intorno allo zero la temperatura a Trieste, dove è ripresa a soffiare la Bora con raffiche sopra gli 80 chilometri orari.

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