Siani finisce nel tritacarne «La mia battuta? Goliardia»
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fonte:
- Il Secolo XIX
SANREMO. Alessandro Siani come Maurizio Crozza. È lui, quest’ anno, il comico uscito scottato dal teatro Ariston. Ha lasciato sul ring una battuta fuori luogo, diretta a un bambino di nove anni seduto in prima fila e ai suoi chili di troppo. «Ce la fai a entrare nella poltrona, zio? Pensavo fosse una comitiva, invece era da solo». E l’ Italia intera si è indignata: dal Codacons, al popolo di twitter, dall’ immancabile Renato Brunetta, anche lui oggetto dibattute, all’ Osservatorio sui minori, a Corrado Passera. Chieda scusa, i bambini non si toccano, non si scherza sui difetti fisici. Per il suo intervento alla prima serata del Festival di Sanremo l’ attore napoletano ha intascato circa cento mila euro, devoluti in parte all’ ospedale Gaslini di Genova, che li userà per una macchina per le trasfusioni, e in parte al Santobono di Napoli, che ha optato per l’ acquisto di un’ ambulanza. Ma il dubbio sui social si insinua veloce: può essere che Conti abbia annunciato la scelta di Siani di devolvere il suo cachet in beneficenza per se dare le proteste che durante la diretta stavano già piovendo via Twitter? O, chissà, magari Siani, accortosi della gaffe, ha deciso dopo di devolvere il suo compenso? Carlo Conti chiarisce: «Avevo già deciso di dirlo un po’ dopo la sua performance, perché mi sembrava un bel gesto, non l’ ho certo detto per riparare la sua gaffe». Anche la Rai fa quadrato.«Era stato già deciso tutto prima», garantiscono i dirigenti. A chiudere la faccenda è l’ ospedale Gaslini che ci risponde: «Siamo stati contattati da Siani per prendere accordi tempo fa». Siani, il diretto interessato, ha la sua spiegazione:«Quando Carlo mi ha chiamato ho espresso subito a lui e alla Rai il desiderio di devolvere il mio cachet in beneficenza». D’ accordo, ma il bambino che c’ entra? «Quando sono entrato in sala ho visto un bambino che aveva lo stesso volto simpatico del protagonista del mio ultimo film» insiste il comico «mi è venuto da scherzare con il sentimento goliardico tipico della mia comicità. Die tro le quinte abbiamo poi fatto una foto insieme». La foto è stata pubblicata sul profilo Twitter del Festival, ma non è bastata a evitare le polemiche. «Al Festival di Sanremo un colpo di tosse diventa broncopolmonite. Non entro nel merito di una battuta che può piacere o meno» aggiunge Siani «questo nella mia carriera lo ha sempre deciso il pubblico ed è giusto che ognuno dica la sua». E infatti l’ hanno massacrato. Qualcuno ha ipotizzato che il bambino fosse un attore, che fosse una gag organizzata. Ma il comico smentisce. «Non era un attore. Mentre la comicità è soggettiva, quello che è oggettivo è il progetto che ho pensato per i bambini» sottolinea «è nato a novembre e la possibilità di andare a Sanremo mi ha dato l’ opportunità di avere un cachet che mi facesse ottimizzare un progetto che ho allargato anche a Genova». Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, da Roma prova a giustificare l’ uscita poco felice del comico: «Non credo che volesse offendere. Direi godiamoci Sanremo: credo che sia necessario imparare a rilassarsi e ad apprezzare la satira». Ma Brunetta, preso in giro per la sua statura, non raccoglie l’ invito zen. «La battuta su di me è penosa. Ma mi indigna molto di più quella schifosa fatta contro un bambino, ridicolizzato con violenza. Siani razzista». Siani si sente un razzista? «Questa è la segreteria telefonica…». Siani è pentito di aver partecipato a Sanremo? «Questa è la segreteria telefonica…». Siani si aspettava tutto questo? «Questa è la segreteria telefonica…».
tiziana leone
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