30 Marzo 2011

“Siamo vittime del crac Emmelunga”

«Siamo vittime del crac Emmelunga»
 

– PADERNO DUGNANO – «PROVARE per credere» recitava il motivetto con cui, dagli anni Ottanta, si era fatto conoscere il mobilificio Aiazzone. Un marchio che, insieme a Emmelunga, è finito nel vortice della bufera. Dopo le proteste per la mancata consegna dei prodotti ai clienti e per il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori, ieri le manette sono scattate ai polsi di tre imprenditori legati al Gruppo, Gianmauro Borsano, Renato Semeraro e Giuseppe Gallo, che dovranno rispondere, a vario titolo, dell’ accusa di evasione fiscale, bancarotta fraudolenta, distrazione, riciclaggio e falso (simulazione di crediti inesistenti per evitare la dichiarazione di fallimento). Nell’ inchiesta, iniziata nel marzo del 2010, risultano indagate dieci persone. Le Fiamme Gialle hanno provveduto anche a un sequestro preventivo di oltre 50 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito, i tre imprenditori arrestati avrebbero svuotato sistematicamente le società del Gruppo, indebitate con il fisco tramite fittizie cessioni di immobili e di partecipazioni societarie, prelevamenti in contanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. LA NOTIZIA choc è arrivata ieri anche ai cancelli dei punti vendita di Paderno, Corsico e Trezzano sul Naviglio, chiusi da più di un mese. «Nei giorni scorsi c’ erano state delle avvisaglie – sottolinea Claudio Di Vincenzo, rsu -. La notizia era nell’ aria. Ci avevano fatto chiudere per inventario ma non avevano mai dato indicazioni, poi la situazione è man mano degenerata. Cosa chiediamo oggi? Sicuramente i soldi che ancora ci mancano (4 mensilità e parte della tredicesima) e giustizia». «E’ stato avviato un percorso di cassa integrazione – continua Di Vincenzo -. Ma i primi soldi li vedremo se ci va bene tra 4 o 5 mesi e tanti di noi sono in difficoltà. Nei prossimi giorni ci incontreremo per capire come muoverci». E per i clienti? Fiditalia e Findomestic hanno autorizzato il blocco delle rate in caso di mancata consegna. Le associazioni di consumatori si sono incontrate ieri, annunciando battaglia. E il Codacons ha invitato chi ha acquistato mobili dal Gruppo senza mai riceverli a rivolgersi alle sue sedi per ottenere assistenza legale.

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