“Siamo esasperati, tutto è diventato più caro“
Sarà forse per il nome curioso, o più probabilmente perché riporta a un problema reale e sentito. Ma lo `sciopero della pastasciutta`, indetto ieri da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, era sulla bocca di tanti comaschi all`uscita del supermercato. Magari non tutti vi aderivano – e oltrepassavano le porte scorrevoli con il classico chilo di spaghetti nel carrello – ma comunque condividevano le ragioni alla base della protesta. “In effetti avevo sentito parlare di questa iniziativa – conferma Elena Corti, 60enne di Como, che esce dal supermercato con un solo sacco della spesa – A essere sincera, non saprei indicare in particolare un prodotto il cui prezzo è aumentato. Perché tutto è diventato più caro: frutta, verdura, carne, pane. Ricordo ancora che, prima dell`ingresso della moneta unica, con 150mila lire compravo tutto ciò che volevo. Oggi non mi bastano 150 euro. Anzi, per prendere una manciata di articoli indispensabili si spendono 40 euro“. Alla seconda intervista si trova già un cliente che ha aderito di fatto alla protesta delle associazioni di consumatori: è Anna Gabaglio, 63 anni, di Como. “Ho partecipato anch`io a questo singolare sciopero – spiega la donna – acquistando solamente i generi fondamentali. Sono senza pasta, eppure oggi non la compro. Questi continui rincari esasperano la gente, anche perché a ben guardare interessano tutti i prodotti: dal caffè al bar all`abbigliamento, passando per gli alimentari“. “Non parliamo degli articoli per l`infanzia“, aggiunge Daniela Vitale, mamma di due bambini, all`uscita del supermercato con passeggino e borsetta della spesa. “I prezzi aumentano quasi quotidianamente, spendiamo parecchio per i bimbi: perciò, spesso, si cercano le promozioni – osserva Daniela – A pensarci bene, anche la verdura ha subito forti rincari, tant`è che ora si inizia a valutarne il prezzo. A fronte di un costo in continua crescita, non sempre si riesce a trovare il prodotto di qualità, sia nel supermercato che nel negozio del centro“. Perplesso sul simbolico `sciopero della pastasciutta` è invece Silvio Clerici, comasco 64enne. “È vero – afferma – i prezzi sono alle stelle, ma sono convinto che con queste iniziative non si risolva certo la situazione. I maggiori rincari si sono visti in frutta, verdura, pane e latte“. Secondo Alessandro Dell`Oro, 73 anni, di Como, “la crescita dei prezzi è reale ma, nei supermercati, si nota di meno. Il problema non è certo nuovo, riguarda soprattutto pane, frutta e verdura. Forse qualche anno fa qualcuno ha approfittato del cambio di moneta, il governo avrebbe dovuto vigilare e informare meglio“. “Io aderisco allo sciopero e, per oggi, niente pasta – conclude Fernanda Ciccarese, 51enne di Como – Mi sembra un`iniziativa giusta, i prezzi continuano a correre. Frutta, verdura e pane stanno diventando troppo cari. Perciò si cercano le offerte girando più negozi. A volte mi capita anche di fare il pane in casa“. Il pane è proprio uno dei generi presi di mira dalla protesta nazionale, alla luce dei rincari annunciati. I panettieri lariani di Confcommercio, per voce del presidente Enzo Ciceri, spiegano che “gli eventuali aumenti del prezzo del pane, se ci saranno, non sono ingiustificati, ma rappresentano adeguamenti all`incremento del costo delle materie prime, nonché dei costi di gestione dei panifici che sono tra i più elevati in Europa“ e che “i panifici associati (all`Upcts, ndr) hanno mantenuto invariati i prezzi per 4 anni“. Andrea Bambace Home Caradonna: “Grandi mostre in Pinacoteca“ Sgarbi: “Proposta impraticabile“ Via Pino, i residenti non vogliono il centro islamico.
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