8 Febbraio 2009

“Sia nutrita per bocca”. Parte un nuovo esposto l’iniziativa

 Il Coordinamento delle associazioni friulane al procuratore: «Protocollo non conforme alle decisioni della Corte d’appello di Milano» Ieri in centinaia davanti alla casa di riposo con bottiglie d’acqua e candele

   Dubbi. Tanti, tantissimi sull’attuazione del protocollo di progressiva riduzione del cibo e dell’acqua. Il ‘Coordinamento per Eluana e per tutti noi’ ritiene che non vi sia conformità con quanto disposto dalla Cassazione e dalla corte d’Appello di Milano. Ed ecco un nuovo ricorso in procura a Udine. L’ha presentato Francesco Pomelli, medico, grastoenterologo per conto del Coordinamento. E il Movimento per la vita ha immediatamente fatto sapere che è disponibile una équipe medica per sostituire, in caso di sospensione del protocollo, i volontari che stanno portando Eluana alla morte. La conferma a margine della manifestazione silenziosa che numerose associazioni del mondo cattolico hanno tenuto, a cura del Coordinamento, ieri sera tra la Basilica delle Grazie e La Quiete, portando bottiglie d’acqua e candele accese all’ingresso della casa di riposo. «L’esecuzione di un protocollo di disattivazione, senza rimozione, del sondino per alimentazione ed idratazione artificiali che non prenda nemmeno in considerazione la possibilità di alimentazione ed idratazione per bocca e condanni di fatto la paziente alla morte per disidratazione e inedia – spiega Comelli i contenuti dell’esposto – non appare conforme alla decisione della Corte di Appello di Milano, che ha solo autorizzato ‘l’interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale’ della signora Eluana Englaro’ realizzato mediante alimentazione e idratazione con sondino naso-gastrico». Eluana Englaro vive uno stato ben diverso dalla morte cerebrale, che consente la respirazione autonoma ed è compatibile con la deglutizione. «Coloro che hanno la cura di Eluana insiste Comelli , hanno l’obbligo, nel procedere alla disattivazione del sondino e ferma restando l’esclusione di qualsiasi accanimento terapeutico, di assicurarle comunque alimentazione ed idratazione per altre vie e di sperimentare la possibilità di alimentarla ed idratarla per bocca, previa sua rieducazione alla deglutizione, dopo aver sospeso la sedazione farmacologica e rimosso il sondino naso-gastrico, poiché tali presidi compromettono a priori qualsiasi possibilità di deglutizione autonoma». Il Coordinamento ritiene, invece, che sulla base delle informazioni dei media, sarebbe applicato un protocollo che escluderebbe qualsiasi alimentazione o idratazione e sarebbe finalizzato a produrre la morte della signora Englaro per disidratazione ed inedia. «Una condotta di questo tipo non sarebbe proponibile né realizzabile in uno Stato che garantisca e rispetti ‘i diritti inviolabili dell’uomo’ secondo quanto disposto dall’art.2 della Costituzione», conclude Comelli. Il Cordinamento ha promosso, ieri pomeriggio, il primo atto di presenza davanti a ‘La Quiete’. Centinaia i partecipanti da tutta la Regione, tra loro anche il deputato Angelo Compagnon, coordinatore dell’Udc.  Al Coordinamento aderiscono i direttivi nazionali di Scienza e Vita, Forum delle associazioni familiari, Movimento per la Vita, Coldiretti, Azione Cattolica, Acli, Mcl, Retinopera, Centro Culturale Giovanni Paolo II di Tolmezzo, Codacons Fvg, Associazione Arco 92 Roma, Risveglio di Roma, Ass. Ve.Vi., Vita Vegetativa di Crotone, Famiglie per l’accoglienza, Sidat Fvg. Oggi il popolo di Eluana tornerà davanti a La Quiete con bottiglie e candele. Da domani il sagrato del Santuario della Madonna delle Grazie accoglierà un maxischermo che trasmetterà 24 ore su 24 l’opera teatrale del poeta Davide Rondoni recitata dall’attore Luca Ward. Il maxischermo, che sarà strumento di comunicazione di notizie o iniziative del Coordinamento, «sarà spento solo quando ci sarà la certezza che la vita di Eluana è salva o se il primo caso di eutanasia di una disabile in Italia dovesse malauguratamente arrivare a compimento».
 

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