17 Maggio 2016

Si vota solo domenica, retromarcia dopo le polemiche

Si vota solo domenica, retromarcia dopo le polemiche
beppe sala: «bene ora siamo allineati all’ europa» protesta il codacons

Alfano aveva proposto di votare il lunedì anche al referendum Si voterà solo di domenica, sia alle comunali di giugno, sia al referendum di ottobre. Il governo ci ripensa: urne chiuse il lunedì. Angelino Alfano aveva proposto di votare due giorni, per «ampliare la partecipazione e ridurre i rischi di astensione». La decisione sembrava presa. E invece in extremis, nella riunione del Consiglio dei ministri che doveva approvare la misura, c’ è stato il ripensamento. Quasi tutti i partiti avevano chiesto che si votasse anche il lunedì alle comunali. Poi, denuncia il ministro dell’ Interno, sono emerse «tante polemiche pretestuose e strumentali», soprattutto sull’ ipotesi di votare due giorni anche al referendum. Ed e arrivato lo stop di Matteo Renzi. Ieri il premier e tornato sul tema del possibile voto di lunedì per le amministrative. «Lo chiedevano tutte le for l’ Unità Martedì, 17 Maggio 2016 ze politiche dell’ opposizione, alcune autorità istituzionali, anche i sindaci. Ma quando il Viminale lo ha proposto, quantificando i maggiori costi in soli 5 milioni, sono scoppiate le polemiche. Una norma del genere, a poche settimane dal voto, avrebbe avuto bisogno del massimo di concordia. C’ e, invece, chi non ha perso tempo per gridare allo scandalo. E allora non se ne fa nulla». Le opposizioni non erano contrarie alla votazione alle comunali su due giorni. E, si ragiona in ambienti parlamentari, il Quirinale era neutrale rispetto ad una decisione o un’ altra. L’ altro ieri, però, il titolare del Viminale ha chiarito che anche ad ottobre, per il referendum, si sarebbe votato su due giorni. E quindi per le opposizioni Renzi, per vincere la madre di tutte le battaglie, avrebbe sprecato soldi dello Stato. «In cambio del via libera – hanno spiegato dirigenti del Pd – alcuni hanno cominciato a chiedere la sanatoria delle liste, altri hanno preso al volo il tema dei costi per darci come al solito addosso». Al di là delle difficoltà tecniche di inserire nel decreto un giorno in più ad una data sul referendum che ancora manca – il testo, a quanto si apprende, non era ancora pronto per il cdm il premier non ha voluto prestare il fianco ad ulteriori motivi di polemica. Anche perche tra i sindaci dem, soprattutto Piero Fassino, a quanto si apprende, spingeva per votare anche lunedì ma, come dimostra la contrarietà espressa di Beppe Sala e l’«indifferenza» di Roberto Giachetti, il fronte dei candidati sull’ utilità di un giorno in più non era compatto. A questo punto il presidente del Consiglio, d’ intesa con i membri del governo, ha preferito lasciare tutto come era. La decisione di allungare di un giorno il voto delle amministrative era stata osteggiata da Enrico Letta, che da premier tra le misure di spending review aveva introdotto il voto in un solo giorno e ora anche in nome degli alti costi invitava a non tornare indie tro. Dopo la decisione di ritornare al voto solo di domenica l’ ex premier si e mostrato soddisfato. «Alla fine ha prevalso il buon senso. E il rispetto delle regole. Meglio così. #Votosoloinungiorno #electionday». Soddisfatto anche il candidatop del centrosinistra milanese. «Sono soddisfatto non per calcolo ma perché ci allineiamo all’ Europa – ha detto Beppe Sala, Esattamente, ha ricordato, come e avvenuto a Parigi o Londra». Protesta invece il Codacons. «Una pessima decisione che avrà ripercussioni sull’ affluenza alle urne e danneggerà i cittadini. Hanno vinto coloro che non vogliono gli italiani alle urne e che desiderano allontanare i cittadini dal voto», ha detto il presidente Carlo Rienzi, candidato a sindaco di Roma. «Prevedere il voto anche nella giornata di lunedì – aggiunge – avrebbe fatto incrementare fino al +20% il numero dei cittadini alle urne, considerata la presenza del ponte del 2 giugno che impedirà materialmente a molti elettori di poter esprimere la propria preferenza». «Ma l’ ultima parola – ha ricordato spetta ora al Consiglio di Stato, cui il Codacons ha presentato sabato scorso ricorso d’ appello per far votare i cittadini anche nella giornata di lunedì 6 o spostare le elezioni al 12 giugno».
 

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