10 Agosto 2001

«Si va nella giusta direzione»

Abi, Assogestioni e Assiom:
«Si va nella giusta direzione»

«Può essere un primo passo verso una soluzione molto positiva. Ci auguriamo che sia così». L?ordinanza con cui il Tar del Lazio blocca la tassazione relativa ai capital gain che colpisce i redditi virtuali viene accolta con prudenza da Guido Cammarano, segretario generale di Assogestioni: «Stiamo a vedere quello che accadrà. Si tratta solo di una fase preliminare». Insomma, nessuna esultanza per il successo ottenuto dall?associazione dei consumatori Codacons. Se si procedesse a un annullamento senza una riforma contestuale, per Cammarano «si creerebbe di nuovo quella disparità di trattamento per cui l`equalizzatore era stato introdotto. Nel caso in cui questo significherà invece rivedere anche la tassazione per i fondi italiani allora sarà un`ottima cosa, che consentirà ai fondi italiani di essere assolutamente equiparati a quelli stranieri, e soprattutto ai gestori nazionali di poter vendere anche all`estero con le stesse condizioni».


La posizione di Assogestioni, critica nei confronti dello strumento e non del principio, non è nuova. «Lo abbiamo chiesto più volte nei nostri interventi ? osserva Cammarano ?. Quando fu introdotta la legislazione il sistema della tassazione dei fondi era essenzialmente italiano. Oggi invece è aperto, e la concorrenza ha bisogno di parità di trattamento». Il meccanismo messo a punto dal precedente ministro del Tesoro Vincenzo Visco, che prevede un moltiplicatore per equiparare i diversi tipi di tassazione previsti per il risparmio gestito a quella del risparmio amministrato, è al centro di dure polemiche. L?Abi ha più volte evidenziato i limiti dell?equalizzatore, avanzando la richiesta di una sua immediata cancellazione. Uno strumento che preoccupa sia per il funzionamento sia dal punto di vista dei costi. Secondo l?Abi, l?associazione delle banche italiane, il regime naturale per la tassazione dei redditi di natura finanziaria per le persone fisiche è quello della tassazione al momento della percezione, poiché solo allora il reddito può considerarsi certo, disponibile e quindi indice di capacità contributiva.


Il principio di cassa trova poi una naturale applicazione nel caso del risparmio amministrato, ma in questo caso andrebbe soppresso l?equalizzatore che ne rappresenta una naturale negazione, fa notare l?Abi. Anche l?Assiom, un?associazione che rappresenta oltre mille operatori italiani dei mercati di capitali, si è espressa ripetutamente contro l?equalizzatore. Una misura «assurda, oscura e difficilmente applicabile» a giudizio di Martino Brivio, «un handicap che penalizza la piazza finanziaria italiana nei confronti dei mercati esteri più evoluti e trasparenti». Perciò Brivio si è rivolto al nuovo Governo per chiederne l?abolizione, augurandosi un intervento in tempi rapidi a vantaggio dei risparmiatori.

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