Si va in Didattica integrata e riprendono le proteste
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Caos e proteste nelle scuole a causa delle nuove disposizioni per il contenimento dei contagi. Nella tarda serata di martedì, poco prima di mezzanotte, il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha emanato una nuova ordinanza, dopo che i giudici del Tar avevano bocciato, seguito del ricorso del Codacons Lecce, il precedente provvedimento dello scorso fine settimana, in cui si prevedeva la didattica a distanza fino al 5 marzo. Con la nuova ordinanza, il governatore ha previsto la didattica digitale integrata fino al 14 marzo. La presenza a scuola è prevista per attività di laboratori, per gli alunni con disabilità o bisogni educativi speciali. È ammessa la presenza degli alunni che «per ragioni non diversamente affrontabili, non abbiano la possibilità di partecipare alla didattica digitale integrata». Per le scuole del secondo grado si prevede, comunque, il limite del 50 per cento della popolazione scolastica. Nell’ordinanza si precisa anche che le Asl dovranno completare il piano vaccinale antiCovid degli operatori scolastici entro il 14 marzo. Non sono mancate le polemiche. Il Codacons Lecce annuncia un nuovo ricorso. «Mentre dichiara di voler rispettare le decisioni del Tar, che si dovrebbero commentare solo impugnandole – si legge in una nota – il presidente della Regione dà il via a un balletto di ordinanza che danneggia ancor di più gli studenti. Nel più clamoroso silenzio dell’ufficio scolastico regionale e del ministero dell’Istruzione A fronte di questa situazione il Codacons Lecce ricorrerà nuovamente al Tar». Sulla questione interviene anche Azione studentesca Lecce. «Era metà settembre quando decine di migliaia di studenti pugliesi si apprestavano a tornare sui banchi di scuola, dopo mesi di didattica a distanza forzata dal primo lockdown nel nostro Paese – dice il presidente provinciale, Andrea Gaetani – Si sperava in un ritorno alla normalità, causa della mala gestione da parte del Governo e l’inerzia della Giunta regionale, il ritorno a scuola è stato disastroso. Studenti pendolari costretti a raggiungere gli Istituti su mezzi di trasporto stracolmi, nonostante le misure anti contagio – aggiunge – Il Governo, al posto di occuparsi dell’inadeguatezza delle strutture, della mancanza di personale, ha pensato di buttare milioni di euro per l’acquisto di inutili banchi con le rotelle. A fine ottobre si tenta di correre ai ripari: interruzione delle lezioni in presenza e tutti gli studenti di nuovo in didattica a distanza». Azione studentesca punta il dito anche contro le successive ordinanze del governatore Emiliano volte a limitare i contagi fra i banchi di scuola. «Abbiamo avanzato numerose proposte per riorganizzare il rientro – aggiunge – ma le Istituzioni non hanno pensato di coinvolgere gli studenti nelle scelte importanti tramite associazioni o organi di rappresentanza studentesca. Ora pretendiamo chiarezza». Ieri, a Melendugno, i genitori dei bambini di una classe seconda della primaria hanno deciso di non fare seguire le lezioni a distanza ai propri figli. «Siamo stanchi di questo gioco psicologico imposto ai nostri figli» hanno detto i genitori.
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