25 Febbraio 2021

Si va in Didattica integrata e riprendono le proteste

Caos  proteste  nelle  scuole  causa  delle  nuove  disposizioni  per  il  contenimento  dei  contagi.  Nella  tarda  serata  di  martedì,  poco  prima  di  mezzanotte,  il  presidente  della  Regione,  Michele  Emiliano,  ha  emanato  una  nuova  ordinanza,  dopo  che  giudici  del  Tar  avevano  bocciato,  seguito  del  ricorso  del  Codacons  Lecce,  il  precedente  provvedimento  dello  scorso  fine  settimana,  in  cui  si  prevedeva  la  didattica  distanza  fino  al  marzo.  Con  la  nuova  ordinanza,  il  governatore  ha  previsto  la  didattica  digitale  integrata  fino  al  14  marzo.  La  presenza  scuola  è  prevista  per  attività  di  laboratori,  per  gli  alunni  con  disabilità  bisogni  educativi  speciali.  È  ammessa  la  presenza  degli  alunni  che  «per  ragioni  non  diversamente  affrontabili,  non  abbiano  la  possibilità  di  partecipare  alla  didattica  digitale  integrata».  Per  le  scuole  del  secondo  grado  si  prevede,  comunque,  il  limite  del  50  per  cento  della  popolazione  scolastica.  Nell’ordinanza  si  precisa  anche  che  le  Asl  dovranno  completare  il  piano  vaccinale  antiCovid  degli  operatori  scolastici  entro  il  14  marzo.  Non  sono  mancate  le  polemiche.  Il  Codacons  Lecce  annuncia  un  nuovo  ricorso.  «Mentre  dichiara  di  voler  rispettare  le  decisioni  del  Tar,  che  si  dovrebbero  commentare  solo  impugnandole  – si  legge  in  una  nota  – il  presidente  della  Regione  dà  il  via  un  balletto  di  ordinanza  che  danneggia  ancor  di  più  gli  studenti.  Nel  più  clamoroso  silenzio  dell’ufficio  scolastico  regionale  del  ministero  dell’Istruzione  fronte  di  questa  situazione  il  Codacons  Lecce  ricorrerà  nuovamente  al  Tar».  Sulla  questione  interviene  anche  Azione  studentesca  Lecce.  «Era  metà  settembre  quando  decine  di  migliaia  di  studenti  pugliesi  si  apprestavano  tornare  sui  banchi  di  scuola,  dopo  mesi  di  didattica  distanza  forzata  dal  primo  lockdown  nel  nostro  Paese  – dice  il  presidente  provinciale,  Andrea  Gaetani  – Si  sperava  in  un  ritorno  alla  normalità,  causa  della  mala  gestione  da  parte  del  Governo  l’inerzia  della  Giunta  regionale,  il  ritorno  scuola  è  stato  disastroso.  Studenti  pendolari  costretti  raggiungere  gli  Istituti  su  mezzi  di  trasporto  stracolmi,  nonostante  le  misure  anti  contagio  – aggiunge  – Il  Governo,  al  posto  di  occuparsi  dell’inadeguatezza  delle  strutture,  della  mancanza  di  personale,  ha  pensato  di  buttare  milioni  di  euro  per  l’acquisto  di  inutili  banchi  con  le  rotelle.  fine  ottobre  si  tenta  di  correre  ai  ripari:  interruzione  delle  lezioni  in  presenza  tutti  gli  studenti  di  nuovo  in  didattica  distanza».  Azione  studentesca  punta  il  dito  anche  contro  le  successive  ordinanze  del  governatore  Emiliano  volte  limitare  contagi  fra  banchi  di  scuola.  «Abbiamo  avanzato  numerose  proposte  per  riorganizzare  il  rientro  – aggiunge  – ma  le  Istituzioni  non  hanno  pensato  di  coinvolgere  gli  studenti  nelle  scelte  importanti  tramite  associazioni  organi  di  rappresentanza  studentesca.  Ora  pretendiamo  chiarezza».  Ieri,  Melendugno,  genitori  dei  bambini  di  una  classe  seconda  della  primaria  hanno  deciso  di  non  fare  seguire  le  lezioni  distanza  ai  propri  figli.  «Siamo  stanchi  di  questo  gioco  psicologico  imposto  ai  nostri  figli»  hanno  detto  genitori. 

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