Si sono ritrovati in mattinata a piazza Pretoria con le bandiere al vento…
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fonte:
- La Sicilia.it
Si sono ritrovati in mattinata a piazza Pretoria con le bandiere al vento e con i palchetti stracolmi di generi alimentari di prima necessità: pane, pasta, zucchine, uva, pomodori e meloni. Tutti alimenti che sono stati distribuiti gratuitamente ai cittadini e che sono andati letteralmente a ruba in meno di due ore. E così, anche a Palermo, in contemporanea con le altre città d’Italia, è andato in scena lo "sciopero della spesa", una giornata in cui i consumatori sono stati invitati dalle associazioni (Adoc, Federconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Codacons, Adusbef) e dagli agricoltori della Cia, ad astenersi dall’acquisto di pane e pasta per protestare contro il caro-vita. A Palermo, secondo dati forniti dalle associazioni, lo sciopero ha registrato un’adesione media del 35%, con punte massime del 50% rilevate in periferia e minime del 20% registrate invece nelle zone centrali. "Si tratta di un dato – ha spiegato Lillo Vizzini della Federconsumatori – che evidenzia la forbice esistente a Palermo tra chi vive in periferia e chi invece abita nelle zone centrali. Nelle zone tra via Oreto, Corso dei Mille, fino ad arrivare a Villabate, l’adesione è stata maggiore perché qui il problema del caro-vita è vissuto con maggiore drammaticità". Una giornata, quella di ieri, utile anche per rilanciare sulla piattaforma di proposte da adottare per contenere il caro-vita. Le associazioni chiedono infatti il taglio immediato del 5% di prezzi e tariffe; l’istituzione di un osservatorio cittadino sui prezzi che sia utilizzato anche come strumento per orientare all’acquisto consapevole; la creazione di un fondo di solidarietà regionale di 10 milioni di euro da destinare alle famiglie che si trovano a rischio insolvenza con le banche per avere contratto mutui a tassi variabili e la riduzione immediata della tassa sui rifiuti. Ma a scendere in piazza, accanto ai consumatori, ieri c’erano anche gli agricoltori della Cia che declinano ogni responsabilità circa l’aumento dei prodotti ortofrutticoli. "Il problema caro-vita – ha spiegato Carmelo Gurrieri della Cia – non è da addebitare al mondo agricolo, ma al lungo percorso della filiera. Ecco perché qui vorremmo realizzare un sistema di commercializzazione diretta".
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