23 Ottobre 2012

Si sgonfia il fenomeno del turismo dei denti

Si sgonfia il fenomeno del turismo dei denti

Qualche anno fa aveva avuto un certo successo, soprattutto quello verso la Slovenia e Croazia, ma poi, scottati da esperienze non proprio delle più felici, gli italiani hanno cominciato a diffidare del cosiddetto turismo odontoiatrico. Viaggi andata e ritorno, anche in giornata, per interventi complessi, nemmeno poi così a basso costo. Dopo alcuni anni in cui, favorito dall’ interesse mediatico che il turismo odontoiatrico aveva creato, un certo numero di cittadini (per lo più residenti nelle zone di confine con Slovenia e Croazia) si è recato all’ estero per le cure, oggi il fenomeno sta cominciando a essere visto con diffidenza. «Prevalentemente», spiegano all’ Andi, l’ associazione nazionale dentisti, «ci si reca all’ estero per interventi di implantologia il cui successo è legato al rispetto dei tempi clinici e ai materiali utilizzati. La necessità di curare i pazienti in tempi molto brevi e di contenere i costi ha prodotto, a distanza di anni, gravi problemi di salute odontoiatrica, tra i quali il rigetto degli impianti con la conseguente perdita di tutto il lavoro protesico, costringendo tanti pazienti alla dentiera. E inoltre in questi casi i pazienti non possono rivalersi sul dentista straniero in quanto dovrebbero avviare una causa per risarcimento nel Paese dove si sono recati per le cure. La ”garanzia” italiana promessa da alcuni di questi tour operator che organizzano i viaggi non vale nulla. Spesso i dentisti italiani che dovrebbero risolvere i problemi creati dai colleghi esteri si rifiutano di farlo per non diventare responsabili legalmente dei danni provocati». Ci sono poi i problemi di rispetto alle norme igienico-sanitarie, evidenziate anche in una recente ricerca del Codacons. Quelle a cui i dentisti italiani devono sottostare sono tra le più garantiste per il paziente degli Stati europei. Ma il problema non riguarda solo le norme igieniche: spesso infatti per il paziente italiano è difficile capire sia il tipo di cura che il dentista straniero gli propone, sia se quello che lo cura è un vero dentista abilitato. Proprio da un sondaggio dello scorso maggio condotto da Ipso per Andi ha evidenziato che solo il 4% degli italiani si è rivolto all’ estero per effettuare cure odontoiatriche e tra questi la metà di loro non lo rifarebbe, mentre l’ 81% degli italiani non è disposto a farlo e solo il 15%, pur non avendolo mai fatto, lo prenderebbe in esame. Scegliere un dentista non è come scegliere un albergo o un residence. I rischi sono indubbiamente maggiori e soprattutto incidono direttamente sulla la salute. Alla fine non vale la pena nemmeno per il prezzo, che in certi Paesi pur essendo più basso rispetto all’ Italia offre molto minori garanzie. (riproduzione riservata) Piero Piccioli.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox