29 Maggio 2020

«Si rispettino i divieti o si chiudano le vie della Movida»

l’ avvocato mongelli: «è necessario evitare che gli assembramenti si ripetano nei prossimi weekend»
«Se non si è in grado di regolamentare i flussi di persone, allora bisogna chiudere le vie della movida». È una richiesta forte quella che il Codacons fa all’ amministrazione comunale, per garantire la tutela della salute dei cittadini. «Le immagini delle centinaia di persone riversatesi in strada nei primi weekend di riapertura dei bar e locali dopo la fine del lock down hanno fatto ricredere chi si aspettava uno scatto di senso civico e di responsabilità – dice l’ avvocato Piero Mongelli – Assembramenti con decine e decine di persone, totale assenza di mascherine e dispositivi di protezione individuale, mancato rispetto delle misure di distanziamento sociale rappresentano situazioni che mettono in grave pericolo la salute dei cittadini ligi al rispetto delle regole – sostiene – e rischiano di vanificare gli sforzi fatti fino ad oggi per contenere l’ epidemia da coronavirus. È necessario che le istituzioni si attivino immediatamente per evitare che tali situazioni si ripetano nei prossimi weekend». Per questo motivo il Codacons, a firma del responsabile della sede di Lecce, Cristian Marchello, ha inviato una diffida, ex articolo 140 del Codice del consumo, al Comune di Lecce, chie dendo che siano adottate alcune misure di buon senso come l’ obbligo di portare la mascherina anche all’ aperto garantendo adeguati controlli. «È necessario anche delimitare le zone notoriamente sovraffollate – sostiene Mongelli – presidiando gli accessi e contingentando gli ingressi delle persone, in modo da limitare fortemente possibili assembramenti. Se non si è in grado di adottare e CONTROLLI NEL CENTRO STORICO La richiesta forte del Codacons all’ amministrazione comunale per garantire la tutela della salute dei cittadini A destra Cristian Marchello di far rispettare tali misure – sostiene l’ unica soluzione possibile è quella di chiudere le zone o i locali della movida». I responsabili del Codacons riflettono sul fatto che «se l’ accesso diurno del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è consentito, ma condizionato al rigoroso rispetto del divieto di ogni forma di assembramento, della distanza di sicurezza interpersonale di un metro e, talvolta, solo su prenotazione, allora non vi è chi non veda come anche nei diversi settori della vita serale e notturna della stessa città debbano essere adottate misure adeguate di contenimento del contagio da Covid-19, al fine di tutelare la salute pubblica e i diritti dei lavoratori delle attività commerciali di bar e ristorazione».

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